“Meno treni:è questa la macroregione?”

Se lo chiedono Cgil e Federconsumatori di fronte ai tagli sul trasporto pubblico su ferro sulla tratta Venzia- Milano. "Sosteniamo i pendolari".

(red.) «La soppressione di alcuni importanti treni che trasportano lavoratori e studenti è il primo effetto del rinnovato rapporto tra regione Veneto e regione Lombardia: se questo è un anticipo degli effetti della macro Regione del nord ambita dal governatore lombardo Maroni, ne vedremo delle belle».
Cgil Brescia e Federconsumatori commentano così il taglio al trasporto locale su ferro, che già vive già una serie di deficienze mai risolte da anni, fra treni sporchi, spesso nelle ore più importanti con ritardi pesanti e sovraffollati per numero insufficiente di carrozze. «La decisione veneta di togliere 8 treni a lunga percorrenza che collegano Venezia a Milano, con tutte le fermate intermedie di Desenzano, Brescia, Rovato, Chiari, oltre a quelle in provincia di Bergamo, aggiunge nuovi problemi  ed è devastante per le tasche di chi è obbligato a spostarsi in treno sia da un punto di vista economico, sia per la qualità dei trasporti e dell’ambiente».
Dal punto di vista economico togliere i treni interregionali significa obbligare chi ha la necessità di spostarsi, se l’orario lo consente, di prendere i treni “Freccia”  con l’aggravio che un treno di questo tipo costa circa il 200% in più. Oriella Savoldi per Cgil e Adriano Papa di Federconsumatori calcolano, ad esempio, che Brescia-Milano a/r costa euro 41,00 con il Freccia, anziché euro 14,00 con i regionali.
«Poi vi è anche il problema della qualità dei trasporti a Brescia ed in Lombardia dove, così facendo, si penalizza il mezzo meno inquinante e più veloce per raggiungere Milano a tutto vantaggio dell’auto e dei petrolieri. In questa prospettiva di penalizzazione del trasporto meno inquinante rientra anche la realizzazione di Brebemi, che permetterà alle automobili di percorrere velocemente i 60 km di strada verso il capoluogo lombardo, salvo poi bloccarle alla barriera di traffico all’ingresso di Milano».
Da non sottovalutare anche i problemi dell’inquinamento. «Penalizzare il trasporto pubblico costringendoci ad un uso più frequente dell’auto, come dimostrano anche ulteriori e recenti studi medici e scientifici, aumenta fortemente lo smog e le malattie dell’apparato respiratorio con gravi patologie. Agli effetti sulla salute, lo smog concorre ad alimentare l’effetto serra, alla base dei cambiamenti climatici e dei fenomeni disastrosi cui assistiamo, seguito puntualmente dal lamento diffuso di chi si ostina a definirli capricci del tempo o calamità naturali».
Per tutte queste ragioni, Cgil e Federconsumatori sostengono le richieste delle Associazioni dei pendolari e dei sindaci che han preso posizione contro la scelta della Regione Veneto, e invitano le amministrazioni locali ad attivarsi per il ripristino dei treni soppressi e per il potenziamento del sistema regionale e interregionale su ferro.

 

 

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