Desenzano, continua la disputa dei cartelli

Il consigliere comunale Rino Polloni ha presentato un'interrogazione scritta per chiedere la vera ragione della sostituzione dei nomi in dialetto.

(red.) Continuano le polemiche sulla rimozione dei toponimi in dialetto sui cartelli di Desenzano del Garda, a Brescia.
Il consigliere comunale Rino Polloni ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere al sindaco di spiegare i motivi della scelta che hanno portato a nascondere le indicazioni Desensà, Riultèla, San Martì, San Pedèr e Vàcaròl, con una pellicola  adesiva con la scritta Comune d’Europa e/o Desenzano del Garda. Costo delle pellicole, 2.544,39 euro Iva compresa.
La motivazione per la fornitura delle pellicole adesive è stata di “dare una diversa definizione, al fine di dare una giusta rilevanza a livello europeo alla  nostra Città”, ma Polloni ribatte che è una mera illusione pensare di sottrarre  le persone al “contagio” del dialetto per insegnare meglio l’italiano. «La conoscenza di una lingua, e il dialetto è una lingua, o meglio, una parlata, come è  una parlata quella fiorentina – scrive Polloni –  non ostacola l’ apprendimento degli altri linguaggi. Il termine patriottismo, indica l’attitudine di gruppi o individui favorevoli  alla patria, ma la patria (o madrepatria) può anche essere una regione o una città e si  esprime attraverso una molteplicità di sentimenti quali: orgoglio per i progressi  conseguiti o la cultura sviluppata dalla patria, il desiderio di conservarne il carattere ed i  costumi, le tradizioni».
Polloni chiede, dunque, «per quale vero motivo si sia compiuto un simile vergognoso gesto anti-patriota, poiché a parer del sottoscritto, rimuovendo le scritte in dialetto dalla  cartellonistica stradale, significa ripudiare secoli di cultura locale, di tradizioni, di sagge locuzioni trasmesse dagli antenati».

 

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