Quantcast

Cassonetti rosa per il Giro, chi paga?

A chiedere chiarezza, Isaac Scaramella, candidato della lista di Marco Fenaroli alle amministrative. "Sono il segno della gestione leggera del denaro di questa giunta".

(red.) Ad una settimana dall’arrivo a Brescia del Giro d’Italia, non si placano le polemiche sui costi.
A riaccenderle, i cassonetti rosa che sono comparsi in città negli ultimi giorni. “Quale sarà la misteriosa  malattia che fa cambiare colore ai cassonetti? Sarà”, si chiede Isaac Scaramella, candidato per Lista Marco Fenaroli-Al lavoro con Brescia alle amministrative, “un’installazione artistica? Saranno le  piogge cariche di inquinanti che fanno cambiare colore ai cassonetti della nostra  città in questi giorni? No. Sono i cassonetti rosa per dare il benvenuto al giro d’Italia. La polemica sui costi dell’arrivo del giro è ormai nota, ma la giunta Paroli sembra non mettere  limiti alla fantasia quando si tratta di spendere”.
Le ipotesi, per Scaramella, sono due: l’amministrazione comunale ha pagato di tasca propria i cassonetti rosa. “In questo caso lo  spreco di denaro pubblico, in un momento in cui ci viene ribadito come un mantra che non si  possono fare piste ciclabili/servizi sociali/spese per la cultura per carenza di fondi, è  lampante”. L’altra ipotesi è che qualche sponsor misericordioso abbia deciso di finanziare i cassonetti. “In tal caso mi domando,  se lo sponsor voleva finanziare qualcosa di utile per il giro, non poteva contribuire alla  necessaria riasfaltatura delle strade oppure alle spese per le misure di sicurezza? In questo ragionamento evito di pensare alle relazioni tra la ditta OMB e la giunta”.
Secondo Scaramella, “probabilmente, rispetto ai 700.000 euro di cui si parla, non sono  il capitolo di spesa maggiore nel bilancio salato  dell’arrivo del giro a Brescia, ma mi sembrano esempio della gestione assolutamente leggera del denaro pubblico della giunta Paroli. Brescia merita una amministrazione che faccia un uso più razionale e  trasparente delle risorse pubbliche”.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.