Motosilo di Monte Isola, al via il processo

La prima udienza a Brescia il 17 gennaio. In aula Comune e Comunità Montana del Sebino, per non aver rispettato le distanze da alcune abitazioni.

(red.) Comune di Monte Isola e Comunità Montana del Sebino sul banco dei tribunali per il mandato rispetto delle distanze regolamentari tra il motosilo di Peschiera e alcune abitazioni private.
Inizierà il 17 gennaio 2013, al Tribunale di Brescia, il processo tra alcuni cittadini, proprietari delle case in questione, e i due enti. Una vicenda che si trascina da più di un anno e che ha visto il fallimento di ben cinque tentativi di mediazione. Secondo il Circolo di Legambiente del Sebino, sono due le ipotesi di conclusione della causa: che il parcheggio venga demolito; che i privati cittadini vengano risarciti per il pesante danno arrecato alla propria abitazione sia per l’accertato mancato rispetto delle distanze, che per la consistente riduzione di valore dello stabile in seguito alla perdita della vista lago.
“Ai ricorrenti”, si legge in una nota dell’associazione, “è stato proposto un indennizzo ridicolo: due posti moto in uso gratuito a famiglia. Allo studio dell’amministrazione comunale c’è quindi l’ipotesi di mettere a pagamento il parcheggio per sostenere gli eventuali costi dell’indennizzo ai proprietari dello stabile confinante”.
Legambiente ha sempre sostenuto assieme alla gran parte dei cittadini di Monte Isola, che il motosilo non era da fare. In primo luogo perché fortemente impattante e completamente avulso dal contesto paesaggistico, in secondo luogo perché le risorse spese (1.030.000 €) potevano essere meglio utilizzate per un nuovo acquedotto o altri interventi di assetto idrogeologico e di tutela ambientale, piuttosto che affrontare in questo modo il problema dei parcheggi a Montisola.
“Problema per altro non risolto”, prosegue la nota, “infatti a quindici mesi dall’apertura del motosilo di Peschiera sono ancora almeno 130 le moto che sostano nelle vie di Peschiera. Il motosilo nonstante quello che è costato non è neppure sufficiente per ricoverare le circa 300 moto giornaliere dei pendolari. Inoltre, il sovraffollamento del motosilo, previsto per 114 posti ma utilizzato da 170 motociclette mette a repentaglio la sicurezza degli utenti e dei loro mezzi”.
Secondo l’associazione, si possono già trarre alcune conclusioni dalla vicenda.
“La prima, che il tema dell’ambiente e del paesaggio è ancora troppo colpevolmente sottovalutato e che le risorse pubbliche sono spese senza nessun criterio di oggettiva necessità ma figlia della facile spesa pubblica a pioggia. Oltre all’alto costo della struttura andranno ad aggiungersi i costi delle spese legali, degli eventuali indennizzi e dell’abbattimento parziale o totale del maxi parcheggio: chi pagherà?”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.