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Diritti per tutti: “Sugli sfratti la Lega mente”

Gli esponenti leghisti "tentano di descrivere un mondo di furbi e non di vittime della crisi come sono la maggior parte delle famiglie aiutate dall'associaizone".

Protesta di alcune famiglie con sfratto esecutivo a Brescia(red.) L’associaizone Diritti per tutti non ci sta e risponde alla Lega Nord che ha aspramente criticato la campagna anti sfratti sollevando il caso anche a Roma.
“Gli esponenti leghisti”, spiega una nota, “hanno usato la tecnica della menzogna per screditare l’attività dell’associazione Diritti per tutti e del Comitato provinciale contro gli sfratti tentando di descrivere un mondo di furbi e non di vittime della crisi come sono la maggior parte delle famiglie sotto sfratto per morosità incolpevole; arrivando addirittura a parlare di discriminazione contro i bresciani (proprio come fa l’organizzazione neofascista Forza Nuova).
L’associazione poi risponde punto per punto alle questioni sollevate dal Carroccio: “La sindaca di Castelcovati Camilla Gritti (anche consigliere provinciale della Lega Nord) parla, con sicumera, del suo cittadino Abdirrahim Cagdani come di un ‘furbetto’ matricolato che non meritava nessun aiuto Per farlo, falsifica i dati, confonde le date, intorpidisce le acque. La verità è, però, più forte delle sue bugie e delle sue inesattezze”.
In particolare Gritti sosteneva che l’uomo non era disoccupato, ma aveva invece guadagnato, nel 2010, 20mila euro, oltre a percepire, nel 2011, l’indennità di disoccupazione. L’immigrato, secondo quanto riferito dal primo cittadino, aveva anche ammesso di avere lavorato in nero, guadagnando, nel luglio 2012, circa 8mila euro.
“Alla Gritti”, puntualizza Diritti per tutti, “ricordiamo solo che le dichiarazioni dei redditi cui fa riferimento sono relative, come da prassi, all’anno precedente: la dichiarazione del 2010 vale per i redditi del 2009, quella del 2011 per quelli del 2010. Si scopre, così, che il reddito di 20mila euro è quello percepito sino al dicembre 2009 dalla ditta ‘FB’ e la successiva disoccupazione non riguarda il 2011 ma , appunto, l’anno precedente”.
Dettagli che fanno la differenza, per l’associaizone, che invece vede dalla parte opposta “errori impregnati di malafede e ipocrisia che tentano di mascherare la situazione vera di morosità incolpevole. “Se poi la signora Gritti intende insinuare che Abdirrahim abbia lavorato in nero, e quindi abbia reddito non dichiarato, si faccia avanti e denunci il datore di lavoro; queste allusioni le ha fatte anche durante l’incontro con l’associazione in municipio dopo il blocco dello sfratto e l’abbiamo invitata a segnalare il reato al capitano dei carabinieri che era presente e la signora Gritti si era ammutolita”.
C’è poi un altro punto e cioè che secondo la Lega (e non solo) Diritti per tutti interverrebbe solo per aiutare gli immigrati. “Niente di più falso”, risponde l’associazione, “l’esempio più significativo è, forse, l’intervento dei volontari per difendere la famiglia di una signora italiana 91enne a rischio sfratto, residente nel quartiere Abba di Brescia, il 28 maggio di quest’anno. In quella giornata non abbiamo visto né Rolfi, né Mazzatorta davanti alla casa per impedire che la signora e tutta la sua famiglia italiana venissero sbattuti in strada. I degni rappresentanti del Carroccio avranno pensato che anche lei fosse una ‘furbetta’ decisa a non pagare l’affitto, approfittando della crisi”.
A Mazzatorta, che ha presentato un’interrogazione al ministero dell’Interno sulla vicenda sfratti, Diritti per tutti dice che non si fermerà finchè non si garantiranno i passaggi da casa a casa, una vera assistenza intanto che questi non siano realizzati, una moratoria generalizzata per tutte le situazioni di morosità incolpevole ed un centro temporaneo di emergenza abitativa”.

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