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Moschea in via Bonardi? Presidio dei residenti

Cittadini e presidente di Circoscrizione si oppongono all'apertura di un "centro islamico" gestito da pakistani. Si avvia un nuovo "caso viale Piave"?

(red.) E’ una moschea sì o no? Quella che (prima o poi)  aprirà in via Fratelli Bonardia a Brescia, nei locali di un ex negozio, dovrebbe essere un “centro islamico” e non un luogo di culto. Almeno ufficialmente.
Tant’è che solo l’ipotesi di un “centro islamico” ha sollevato le preoccupazioni e le proteste di cittadini e  residenti (e anche di parte dei politici bresciani), timorosi di dover fronteggiare un nuovo “caso viale Piave”, dove la presenza della sede di un’associazione di cultura (e fede) musulmana ha scatenato una guerra a colpi di carte bollate, ultima puntata delle quali risoltasi con la sentenza del Consiglio di Stato che ne ha decretato la riapertura.
Il centro culturale “Al-Noor Brescia Italia”, promosso da un’associazione pakistana, per diverso tempo ha suscitato una ridda di voci (incontrollate) sull’ipotesi che in via Bonardi stesse per aprire un’altra moschea, in barba al regolamento comunale e a quanto previsto dal Pgt che non prevede nessun altro luogo analogo autorizzato.
Tuttavia, sebbene l’apertura del centro dovesse avvenire il 21 luglio, giorno di inizio del Ramadan, le serrande sono rimaste abbassate.
Contro tale inaugurazione si è infatti sollevato un vero e proprio presidio di cittadini che si oppongono al centro islamico.
Ad opporsi a tale novità è lo stesso presidente della Circoscrizione Ovest Mattia Margaroli, insieme con diversi residenti.
“Se dovesse aprire una moschea in via Bonardi”, aveva dichiarato qualche settimana fa il vicesindaco Fabio Rolfi (Lega Nord), “l’Amministrazione comunale utilizzerà ogni strumento per chiuderla, applicando la legge come è stato fatto nel caso della moschea di viale Piave”.
Tuttavia la locazione dell’immobile risulta effettuata regolarmente e, prima o poi, il centro culturale pakistano dovrà aprire. Intanto, per non acuire i malumori, i titolari dell’associazione stanno in attesa, aspettando che le acque si calmino, ma ugualmente fermi nel proposito di avviare le attività di sostegno, consultazione, lettura del Corano e avviamento alla religione per i bambini.
Non una moschea, forse, sulla carta, ma qualcosa che per i residenti e per chi si oppone, le assomiglia molto.

 

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