La legge regionale anti vivisezione? Una bufala

Doveva far chiudere Green Hill, ma "era solo propaganda", accusa l'associaizone Aidaa. Ora la palla passa al Senato con la votazione dell'articolo 14.

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(red.) La Legge regionale per fare chiudere Green Hill? Una bufala. Lo dice l’associazione Aidaa che da subito aveva puntato il dito contro la proposta di legge registrata con il numero 145/2012 che “non prevedeva nessuna chiusura di Green Hill ma prevedeva solo una multa da 50.000 a 150.000 euro per chi allevava animali destinati alla vivisezione in Lombardia. Inoltre la stessa proposta di legge sosteneva in premessa che la sperimentazione animale è ancora indispensabile”.
Davanti a questa proposta di legge “le grandi associazioni animaliste esultarono dichiarando di aver dato un colpo mortale alla vivisezione grazie sopratutto all’onorevole Michela Vittoria Brambilla che nel frattempo dava vita ad un coordinamento tra le stesse associazioni e predicava su tutte le televisioni nazionali che la chiusura di Green Hill e la salvezza dellle scimmie di Harlan erano dietro l’angolo grazie al suo tempestivo intervento”.
Ora però la situazione è modificata radicalmente e “in regione inizierà una discussione di un progetto di legge sulla vivisezione all’acqua di rose che non prevede più la chiusura di Green Hill e tutti ora si stracciano le vesti e accusano Formigoni ed il consigliere regionale del Pdl Puricelli (firmatario delle proposte di legge) di aver fatto vergognosamente marcia indietro, tutto questo mentre in Senato non è assolutamente chiaro cosa succederà nelle votazioni dell’articolo 14 (che contiene il testo dell’emendamento per la chiusura di Green Hill) in merito alle iniziative messe in atto a correzione della legge europea sulla vivisezione”.
Secondo Aidaa “la gravità di questo fatto non sta tanto nella marcia indietro (che in realtà non c’è stata in quanto la proposta di legge della regione Lombardia non ha mai previsto la chiusura di Green Hill) quanto nel momento in cui questa avviene, e cioè a pochi giorni dalla votazione in Senato. La regione Lombardia (regione dove esiste il maggior numero di stabulari, laboratori e allevamenti di animali destinati alla vivisezione) recependo una legge che di fatto viene svuotata dai contenuti minimi che erano presenti nella proposta di legge 154/2012 dà un segnale politico negativo fortissimo al Senato in senso di mantenimento dello status quo e questo in barba gli impegni assunti e alle migliaia di persone che protestano contro la vivisezione”.

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