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Sulla Mille Miglia le mani della Svizzera?

L'ex direttore dell'Aci, Ungaretti, ha presentato un esposto contro il contratto "segreto" siglato con l'elvetica Chopard per l'utilizzo del marchio della Freccia Rossa.

(red.) La Mille Miglia si appresta a varare la nuova era del “dopo Casali”, puntando al territorio e facendo “rete”.
Provincia, Comune e Camera di Commercio di Brescia si sono riunite venerdì con Aci per la sottoscrizione di un protocollo di intesa finalizzato alla creazione, appunto, della “Rete della Mille Miglia”, volta alla valorizzazione del Bresciano, “per arricchire e specializzare l’offerta dei prodotti e dei servizi peculiari del territorio”, come si legge nel testo della convenzione, “predisponendo pacchetti di servizi integrati per il pubblico in tema di ospitalità, trasporto e fruizione di beni prodotti nel territorio bresciano”.
Non ci sarà spazio dunque per il patron uscente della Freccia Rossa, verso la cui gestione è stato critico il presidente della Camera di Commercio, Franco Bettoni, che ha sottolineato come, a fonte di un investimento della Cdc pari a oltre 500mila euro su tre anni in promozione delle attività bresciane, il ritorno non è stato adeguato.
Bettoni ha anche annunciato che l’ente camerale tornerà a sostenere la Mille Miglia, anche finanziariamente, all’interno di un “network” di imprese e società che faranno cordata per valorizzare il territorio e le realtà produttive locali.
Ora spetta all’Aci di Brescia costituire la “nuova” Mille Miglia srl.
Ma sono anche altre le questioni che si addensano sulla “corsa più bella del mondo”, la cui edizione 2012 è appena andata in archivio.
Come riporta il quotidiano Libero, in un articolo a firma di Leonardo Piccini, sul marchio della corsa si starebbero allungano le “mani della Svizzera”. L’ex direttore dell’ Ac Brescia Giorgio Ungaretti (in carica dal novembre 2007 fino al 31 ottobre 2010) accusa infatti l’attuale numero uno della Associazione di avere siglato contratti illegittimi con Chopard, azienda elvetica che produce gioielli e orologi di lusso, sponsor della manifestazione automobilistica.
Ungaretti ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Brescia,in cui si contestano una serie di “iniziative viziate e pericolose per l’Ente che avevo  inutilmente cercato di contrastare (…). I fatti cui mi riferisco”, scrive Ungaretti nella denuncia, “sono relativi al fatto che il Presidente (Aldo Bonomi, ndr.) ha firmato due contratti, di rilevante contenuto per l’Ente, senza che ne avesse legittimazione, poichè il Consiglio non gli aveva mai conferito un mandato, neppure di tipo generico… In compenso”, prosegue il testo dell’esposto, “egli ha dichiarato esplicitamente il falso, nell’ambito del contratto firmato con la ditta Chopard di Ginevra, nel momento in cui ha dichiarato falsamente di essere provvisto dei necessari poteri di firma e di impegno”.
Quali sono le contestazioni dell’ex direettore dell’Aci di Brescia? La sigla di un contratto con l’azienda di orologi risulterebbe “viziata dalle fondamenta” e, nonostante le segnalazioni presentate da Ungaretti sia ai revisori dei Conti sia ai consiglieri, nessun provvedimento sarebbe stato preso. Anzi, è l’accusa dell’ex direttore di Aci, le sue rimostranze sarebbero state del tutto ignorate tanto che, alla fine, il contratto è stato ratificato sia con Chopard, sia con la concessionaria della Mille Miglia, “con evidente dolo contrattuale”, scrive Ungaretti.
Non solo, secondo l’ex direttore, alla base della sua rimozione alla guida dell’Automobil club bresciano (con trasferimento a quello di Torino) ci sarebbero proprio le contestazioni presentate allo stesso Bonomi.
Come riferisce Libero, secondo il commercialista Giulio Ramponi, del Comitato Nuovo Ac per Brescia, la cessione dello sfruttamento del marchio Mille Miglia alla Chopard “crea un grosso danno economico e patrimoniale all’Aci Brescia e favorisce l’azienda elvetica”.
Un accordo segreto che ora anche Ramponi chiede venga reso noto e pubblicato, ancora più dal momento che il contratto con la ditta di orologi non era stato nemmeno reso noto all’approvazione del Bilancio dell’ente.
Per Bonomi si tratta di accuse “ridicole” e, approvato il Bilancio 2011 (in cui effettivamente non vi è nota dell’accordo economico con Chopard), viene spiegato che la “clausola di riservatezza” è stata chiesta esplicitamente dagli svizzeri (per visionare il documento serve una liberatoria dalla società privata svizzera) che si sarebbero anche impegnati, come riferisce l’attuale numero uno di Aci, “a restituire il marchio Mille Miglia” alla scadenza del contratto, oltre a “sponsorizzare la gara nei prossimi anni”.
Bonomi ha poi riferito di avere denunciato Ungaretti per “le sue affermazioni gravemente lesive della mia onorabilità”.
Dalla casa elvetica Chopard, come riferisce Libero, hanno fatto sapere che oltre a produrre l’orologio ufficiale della Mille Miglia, la maison si impegna a sponsorizzare l’evento.
Da ultimo, come riferisce il quotidiano, il bilancio Aci Brescia 2011 è stato approvato con due soli voti contrari, quelli dei soci che hanno richiesto ed ottenuto di visionare copia della documentazione relativa allo stesso.
Marchio Mille Miglia, ecco il deposito: CHOPARD     AC BRESCIA

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