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Green Hill, Zanola: “Ora chiedo i danni”

Il sindaco di Montichiari si è affidata ai suoi legali dopo le lettere di minacce e i proiettili inviati al comune e all'Asl. "Risarcimenti da tv e giornali".

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(red.) La telenovela Green Hill prosegue e si aggiorna con una nuova puntata. Protagonista il sindaco di Montichiari, Elena Zanola, finita al centro della bufera mediatica che da tempo investe la cittadina bresciana, “colpevole” di ospitare sul suo territorio l’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione scientifica.
Ovvero la famosa (e famigerata) cosiddetta “fabbrica di cavie”, contro cui si è sollevata la protesta di movimenti e comitati di animalisti ed attivisti che hanno dato vita a diverse manifestazioni per chiedere la chiusura dell’azienda, dipendente della multinazionale Marshall.
Dopo lo smantellamento del presidio posizionato ai piedi del colle San Zeno, su cui sorge l’azienda, la lotta degli attivisti prosegue con una nuova manifestazione indetta per il 14 gennaio: una fiaccolata che attraverserà le strade del paese a partire dalle 17,30 per chiedere, ancora una volta, la chiusura di Green Hill.
Intanto il sindaco Elena Zanola, che più volte ha ribadito l’impossibilità, da parte dell’amministrazione comunale, di disporre la sospensione dell’attività dell’allevamento, ha deciso di passare al contrattacco anche a seguito di alcuni episodi pesanti come le lettere di minacce e contenenti proiettili indirizzate al comandante della Polizia Locale e all’Asl e, infine, pare accertato, anche quelle rivolte all’indirizzo del primo cittadino e dei suoi familiari.
Zanola ha annunciato di avere consultato i propri legali e di avere dato mandato di chiamare a rispondere di queste azioni chi è stato parte in causa.
Alla stessa Green Hill, ha detto il sindaco verrà chiesto di compartecipare alle spese cui la comunità di Montichiari ha dovuto far fronte. Non solo, danni verranno chiesti a tutte le televisioni e giornali nazionali che avrebbero diffuso “notizie false”. In particolare vivace la querelle con il tg satirico “Striscia la notizia “ di Canale 5, reo, secondo Zanola, di avere mandato in onda un filmato non veritiero sulla situazione dell’allevamento.
Intanto l’ex ministro Michela Brambilla si è detta sicura che la Green Hill chiuderà. Un’affermazione più volta ribadita anche in passato quando l’esponente del Pdl, convinta animalista, era titolare del dicastero al Turismo ed aveva preso parte alla mobilitazione contro l’azienda.
Brambilla ha presentato un esposto alla procura contro l´allevamento ipotizzando il reato di maltrattamenti e un emendamento alla legge comunitaria sulla vivisezione che sarà discusso a fine mese a Montecitorio.
Anche Regione Lombardia si è mossa e, a breve, il Pirellone discuterà una legge per impedire la presenza di allevamenti come quello di Green Hill.

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