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Green Hill, Zanola: “Siamo sotto assedio”

Il sindaco ha depositato al ministero della Salute le 17mila firme raccolte per la chiusura dell'allevamento. Intanto prosegue lo sciopero della fame degli attivisti.

(red.) Dal sindaco di Montichiari (Brescia) al ministero della Salute. Le quasi 17mila firme raccolte contro la Green Hill, allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione scientifica diventano così un caso nazionale congiuntamente all’appello al dicastero, da parte del primo cittadino Elena Zanola,  per risolvere la spinosa questione.
Zanola ha spiegato più volte di non avere la facoltà di determinare la chiusura della cosiddetta fabbrica di cavie e di percepire, ogni giorno di più, la costante pressione dei media e dell’opinione pubblica sulla vicenda.
Del resto il caso Green Hill ha interessato tv e giornali, arrivando anche ad un programma di denuncia come “Striscia la notizia” che ha più volte realizzato servizi proprio sulla struttura di Montichiari.
Nel pomeriggio Zanola è poi stata ricevuta dal ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, al quale il sindaco di Montichiari ha chiesto  di intervenire proprio in merito ad un servizio mandato in onda dal tg satirico di Canale 5, dove, lamenta Zanola, sarebbero state tagliate alcune sue dichiarazioni in merito all’impossibilità, per legge, dell’amministrazione comunale di revocare la licenza alla struttura. Il primo cittadino ha poi criticato anche l’operato dell’ex ministro del Turismo Michela Brambilla, molto coinvolta per la sorte dell’allevamento, che, secondo Zanola, “alimenterebbe le polemiche”.
Zanola ha detto che la cittadina si sente “sotto assedio” e, lei stessa, di “vivere blindata”, con le forze dell’ordine che presidiano costantemente la situazione.
Intanto, in piazza del Municipio, continua lo sciopero della fame di alcuni attivisti. Giovedì si dovrebbe tenere una conferenza stampa indetta dai manifestanti per illustrare le modalità della protesta ed eventuali altre manifestazioni. Incontro al quale è attesa anche Brambilla.
Ma non è tutto perché l’Asl di Brescia, intervenuta con una nota a ricostruire la storia dei controlli effettuati nel corso del tempo sulla Green Hill, ha tenuto a precisare alcune dichiarazioni rilasciate dal sindaco Zanola in merito proprio alle ispezioni sanitarie sulla struttura.
Il sindaco di Montichiari ha infatti detto che, in seguito ad un recente controllo effettuato in data 23 novembre dal distretto veterinario di Lonato (che dipende dalla Asl), non sarebbero state riscontrate irregolarità di alcun tipo.
“Nessuna violazione accertata”, scrive il veterinario responsabile del procedimento.
Una situazione che, di fatto, contrasterebbe con le rilevazioni effettuate dall’Asl di Brescia che, si legge nel comunicato pubblicato mercoledì da qui Brescia.it,  “in più occasioni ha contestato la violazione da parte di Green Hill srl della disciplina normativa che impone di garantire la separazione e la distinzione tra la struttura dedita all’allevamento e quella dedita alla fornitura di cavie. L’Art. 2, comma 1, del Decreto Legislativo n.116/92 definisce infatti lo stabilimento fornitore “qualsiasi stabilimento diverso da quello di allevamento, che fornisce animali destinati ad essere utilizzati in esperimenti”.
L´Asl ha integrato la nota precisando che “La relazione del Dr. Pozzi riferita dal sindaco di Montichiari nel corso di una conferenza stampa di oggi (mercoledì, ndr.) si riferisce a due sopralluoghi dell’Asl di Brescia eseguiti il 14 e il 17 novembre su richiesta dell’amministrazione comunale di Montichiari che avevano l’obiettivo di verificare quanto contenuto nella comunicazione dell’Oipa del 31.10.2011. Ciò premesso”, conclude l’Azienda sanitaria locale, “nel precedente comunicato stampa dell’Aslsi sono precisate tutte le attività di verifica eseguite presso Green Hill, comprese le azioni sanzionatorie emesse fin dalla costituzione dell’Azienda srl”.

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