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Treni, (ancora) ritardi e cancellazioni per Milano

Utenti della Brescia-Milano preoccupati per la soppressione di 4 coppie di treni preannunciata dalla Regione Veneto. Puntuale, però, l’aumento del tariffario.

(red.) Studenti, operai, professionisti di ogni genere. I bresciani che ogni giorno si svegliano (presto) e si recano in stazione per prendere uno dei treni in direzione Milano sono molti e molto diversi fra loro. In comune, solo il viaggio che, ogni mattina, da Brescia li porta sul posto di studio o di lavoro. R
iscaldamento che non funziona, assalto ai posti a sedere, aria condizionata da temperature siberiane o totalmente assente, ritardi cronici, interi viaggi passanti in piedi. Ormai sono abituati a tutto. La situazione, però, non è destinata a migliorare. Anzi. All’inizio dell’estate è arrivata la notizia dalla Regione Veneto: a causa di una riorganizzazione del trasporto su rotaia, da dicembre quattro coppie di treni a lunga percorrenza, attualmente in viaggio tra Venezia e Milano, si fermeranno a Verona.
Comprensibilmente, la notizia ha fatto infuriare i pendolari del bresciano, che ogni giorno affrontano quello che spesso diventa un “viaggio della speranza” partendo dalle stazioni di Desenzano, Brescia, Chiari e Rovato in direzione Milano. E non è finita qui.
Puntuale come ogni anno, al rientro dalle ferie estive, è arrivato l’aumento delle tariffe per il trasporto regionale.  Costeranno lo 0,2 % in più i biglietti e il 2,84% in più gli abbonamenti. E il servizio, al posto di migliorare, peggiora.  I bresciani, però, non restano con le mani in mano. La petizione alla Regione Veneto perché decida di retrocedere dalla decisione di cancellare gli otto treni da e per Milano ha già raggiunto 25mila adesioni online.  Sul tema, poi, hanno presentato una mozione i consiglieri regionali Gian Antonio Girelli e Michele Busi, con altri colleghi di Pd e Patto Civico. Se ne discuterà in sede consiliare domani, martedì 10 settembre. Intanto, un nuovo giorno da pendolare per centinaia di bresciani è iniziato.

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