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Altra stangata per i forzati del treno

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    stazp.jpgTrenitalia ha intenzione di aumentare le tariffe per la tratta fra Brescia e Milano.


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    (red.) Per i pendolari bresciani, che ogni giorno vanno da Brescia a Milano, potrebbe esserci dietro l'angolo un nuovo salasso. Dopo l'entrata in vigore dei treni Eurostar, che hanno di fatto soppiantato gli interregionali, con conseguente aumento del biglietto, presto potrebbero essere approvati dei nuovi rincari.
    Nell’audizione di giovedì in commissione trasporti del Consiglio regionale l’amministratore delegato di Trenitalia Le Nord (Tln), Giuseppe Biesuz, ha confermato l’ipotesi dell’aumento delle tariffe, non inferiore al 20%, pur con compensazioni per le famiglie e per i pendolari con destinazione diversa da Milano.
    "C’è la conferma", spiegano i consiglieri bresciani del Pd Gian Antonio Girelli e Gian Battista Ferrari, "di un aumento dei costi senza alcun incremento del servizio e della sua qualità. Nel concreto, un pendolare della linea Brescia-Milano si vedrà aumentato l’abbonamento mensile, nella migliore delle ipotesi di circa 140 euro annuali e nella peggiore di oltre 315 euro. Se, inoltre, dovrà far fronte anche ad un abbonamento integrato (tipo Trenomilano) questo aumento potrebbe arrivare fino a 400 euro all’anno. Una vera e propria stangata".
    Secondo gli esponenti del Pd l’impostazione della Regione è inaccettabile: "Oggi i lombardi pagano con biglietti e abbonamenti quasi il 40% dei ricavi della società ferroviaria, come Dueutsch Bahn in Germania (39%) e poco meno di Sncf in Francia (44%) ma con qualità del servizio decisamente inferiore. Con gli aumenti delle tariffe Tln supererebbe in percentuale le omologhe francese e tedesca, che però contano su contributi pubblici decisamente superiori. I tagli del governo saranno compensati dagli aumenti dei biglietti ma non ci saranno risorse in più per gli investimenti, per le manutenzioni e per la pulizia e, anzi, a fronte di un servizio già scadente ci sarà anche un taglio delle corse".
    Biesuz ha anche confermato l’intenzione a procedere alla vera e propria fusione dei due rami d’azienda per dare vita all’unico vettore regionale che avrà treni propri. Ma l’ad ha anche ammesso il ritardo nella consegna dei nuovi treni che in media è di tre anni. Gli ultimi nove dei 78 acquistati non arriveranno come concordato a dicembre a causa del fallimento della società Firema che, in associazione d’impresa con Ansaldo Breda e Keller, aveva ricevuto la commessa.

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