Brescia, centro islamico di via Camozzi: la petizione verso l’archiviazione

In commissione Urbanistica il confronto sulle 508 firme contrarie all’apertura. La maggioranza punta sulla forma, il centrodestra chiede di discutere le preoccupazioni.

Brescia. È destinata con ogni probabilità all’archiviazione la petizione sottoscritta da 508 cittadini contro l’apertura del futuro centro islamico Al-Ummah di via Camozzi.
La questione è stata al centro di una lunga seduta congiunta delle commissioni Urbanistica e Sicurezza del Comune di Brescia, durante la quale maggioranza e opposizione si sono confrontate sulla validità e sui contenuti della raccolta firme.
A presentare la petizione è stato il primo firmatario Sebastiano Seddio, esponente di Brescia ai bresciani e in passato candidato con Forza Nuova. Nel suo intervento ha posto l’accento non soltanto sugli aspetti urbanistici, ma anche sull’impatto che il nuovo centro potrebbe avere sul quartiere, dalla gestione dei flussi di persone alle attività, dagli orari alla viabilità, fino alla possibilità di nuove strutture analoghe in altre zone della città.
Il presidente della commissione Urbanistica, Fabio Capra, ha però richiamato l’attenzione sulla formulazione della petizione, ritenuta dagli uffici comunali poco chiara e non pienamente coerente tra oggetto e testo. Non sarebbe infatti chiaro se la richiesta riguardi esclusivamente il centro di via Camozzi oppure l’apertura di nuovi luoghi di culto islamici in generale.
Inoltre, la petizione chiederebbe di valutare la destinazione d’uso dell’immobile e gli aspetti legati alla sicurezza, questioni già affrontate nel procedimento che ha portato al cambio di destinazione d’uso approvato dal Consiglio comunale nell’ottobre 2025.
Da qui l’orientamento della maggioranza verso l’archiviazione. Una posizione contestata dal centrodestra, secondo cui le oltre 500 firme rappresentano comunque una richiesta di confronto da parte di una parte della cittadinanza e non possono essere liquidate per ragioni esclusivamente formali.
Il dibattito si è così spostato anche sul piano politico. Dai banchi della maggioranza è stato evidenziato che non emergerebbe un particolare allarme tra i residenti della zona e che la petizione sarebbe stata raccolta anche al di fuori di via Camozzi.
È stato inoltre sottolineato come non vi sia un collegamento automatico tra l’apertura di un luogo di culto e problemi di sicurezza, mentre sono state criticate le motivazioni riconducibili a una contrapposizione tra comunità e culture.
Nel corso della discussione è stato ricordato anche l’episodio dello scorso luglio, quando davanti all’ingresso del futuro centro islamico venne lasciata una testa di maiale. Un episodio che la maggioranza ha richiamato per evidenziare il clima di tensione che ha accompagnato la vicenda.
L’opposizione ha invece insistito sulla necessità di affrontare nel merito le questioni sollevate, in particolare quelle relative a traffico, parcheggi, gestione degli accessi e impatto sul quartiere. Il centrodestra ha contestato l’idea di archiviare la petizione senza un ulteriore confronto politico e istituzionale.
Dopo oltre un’ora e mezza di discussione, la commissione ha deciso di rinviare la votazione. La proposta di archiviazione dovrebbe essere affrontata nella prossima seduta e, una volta approvata in commissione, passerà al Consiglio comunale per la definitiva presa d’atto.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.