Car sharing, Fratelli d’Italia dopo la replica del vicesindaco: «Dalla Giunta tentativo di scaricare il barile»

Il gruppo consiliare ha definito l'uscita di scena di E-vai «del tutto lecita perché frutto di una libera scelta imprenditoriale», puntando il dito verso l'Amministrazione, che non ha preso accordi per attirare ulteriori investitori.

Brescia. «Le dichiarazioni rilasciate dal vicesindaco Federico Manzoni a seguito alla denuncia di inerzia avanzata da Fratelli d’Italia al Comune di Brescia nell’affrontare il tema della mobilità con auto elettriche condivise lascia il tempo che trova». È quanto affermato in una nota diffusa dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che si aggiunge al botta e risposta partito proprio da loro, che avevano definito la cessazione del servizio di car sharing, gestito per conto del Comune da Brescia Mobilità tramite l’appalto alla società E-Vai, come «l’ennesimo fallimento strategico e programmatico» della giunta.
«Il vicesindaco – continua il comunicato – scarica interamente la responsabilità dello stop al car sharing a Brescia per i cittadini sulla decisione societaria di E-Vai, compiuta del tutto liberamente quale operatore economico, nel rispetto delle previsioni contrattuali sottoscritte con l’utenza e con la propria clientela. Se è innegabile la scelta effettuata dall’operatore di abbandonare il servizio per i clienti privati dal 1° settembre 2026, circostanza che mai è stata negata da Fratelli d’Italia, liquidare la vicenda dichiarando il Comune «parte lesa» appare come un comodo tentativo di scaricare il barile, per nascondere la totale assenza di una visione strategica e di un piano B da parte dell’Amministrazione. Non crediamo affatto e non corrisponde al vero che una società seria quale E-Vai possa volontariamente risultare inadempiente rispetto a vincoli contrattuali con Brescia Mobilità. È quest’ultima, piuttosto, che incapace di incrementare la propria offerta di servizio rispetto alle sole 6 auto iniziali (Volksvagen Up) del servizio Automia attivato nel 2015, ha deciso di affidarsi unicamente ad un operatore esterno per erogare, quale società in house, il servizio richiestole dal Comune di Brescia. Solo 4 anni fa, esattamente il 1 luglio 2022, il Vicesindaco Manzoni dichiarava pubblicamente: “La Loggia nel 2021 ha dato mandato a Brescia Mobilità (ndr: e non a Evai) di procedere con un rilancio di Automia, servizio, per il quale si era testato e sperimentato l’interesse dei cittadini.»
«La realtà – spiega il gruppo consiliare – è ben diversa da quella raccontata oggi dalla Giunta: Brescia, tra le medie città capoluogo della Lombardia, si ritrova a essere l’unica realtà completamente priva di una rete o di un fornitore alternativo di car sharing a far data dall’1 settembre 2026».
«A Brescia, invece, nel 2022 la Giunta e Brescia Mobilità hanno scelto di affidarsi in toto al servizio di un unico operatore. Un’amministrazione lungimirante avrebbe dovuto prevedere accordi e bandi di manifestazione d’interesse aperti per attrarre ulteriori operatori (anche elettrici e in modalità free-floating oltre che station-based), creando un ecosistema di mobilità condivisibile competitivo e utile alla cittadinanza. L’uscita di scena di E-Vai dal mercato privato per concentrarsi sull’utenza business, del tutto lecita perché frutto di una libera scelta imprenditoriale, lascia ora la seconda città della Lombardia con zero auto in sharing destinate ai privati residenti e ai turisti. Un paradosso sconcertante per un’amministrazione che a parole promuove la transizione ecologica e disincentiva il traffico privato, ma che nei fatti, eliminando la gratuità della sosta per i veicoli elettrici ed essendosi fatta cogliere del tutto impreparata sul car sharing, sta smantellando pezzo per pezzo gli incentivi alla mobilità sostenibile. L’Amministrazione smetta di comportarsi da spettatrice o “parte lesa”, sulla mobilità così come in molti altri settori delle politiche cittadine: si attivi immediatamente con Brescia Mobilità per restituire a Brescia un servizio di car sharing all’altezza di una vera città europea. Purtroppo, si tratterà dell’ennesima corsa al riparo!», conclude il comunicato.

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