Brescia, addio al Car Sharing dal 1° settembre. Fratelli d’Italia all’attacco sulla mobilità

Il partito d'opposizione attacca la giunta Castelletti dopo lo stop al servizio di E-Vai: «Ennesimo fallimento strategico». Nel mirino anche i rincari dei parcheggi e la variante al Pgt.

Brescia. Nuova bufera politica sulla mobilità bresciana in piena estate. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha lanciato in un comunicato un attacco all’amministrazione guidata dalla sindaca Laura Castelletti, denunciando lo smantellamento del servizio di Car Sharing cittadino a partire dal prossimo 1° settembre. La cessazione del servizio, gestito per conto del Comune da Brescia Mobilità tramite l’appalto alla società E-Vai, viene definita dall’opposizione come «l’ennesimo fallimento strategico e programmatico» della giunta.
Il nodo mobilità: stop al Car Sharing e rincari
Nonostante la decisione sia stata assunta direttamente da E-Vai, i consiglieri di centrodestra puntano il dito contro la cabina di regia del settore. Giovanni Posio, vice presidente della Commissione Mobilità, ha evidenziato i limiti della gestione guidata dal vicesindaco Federico Manzoni, criticando il silenzio di Palazzo Loggia: «La mancata reazione della giunta dopo oltre 15 giorni dall’annunciato abbandono del fornitore significa arrendersi e certifica il fallimento delle politiche sulla mobilità condivisa».
A rincarare la dose è il capogruppo di FdI Mattia Margaroli, secondo cui i trasporti e la mobilità a Brescia sarebbero ormai «al palo». Margaroli contesta la discrepanza tra i proclami sulla transizione ecologica e le scelte concrete dell’amministrazione: oltre allo stop al Car Sharing, ricorda l’abolizione della sosta gratuita per le auto elettriche in centro e il recente aumento delle tariffe dei parcheggi sulle strisce blu, una combinazione che penalizzerebbe residenti e pendolari. Anche la recente introduzione del trasporto pubblico gratuito per gli under 19, pur definita una buona notizia dalla consigliera Nini Ferrari, rischierebbe così di «andare a sbattere contro il muro della realtà» a causa dei crescenti costi complessivi per muoversi in città.
Anche l’Urbanistica nel mirino
Il fronte delle critiche si estende anche alla gestione del territorio. Mariachiara Fornasari, vice presidente della Commissione Urbanistica, e il consigliere Carlo Andreoli censurano l’operato dell’assessora Michela Tiboni riguardo alla variante generale al Piano di Governo del Territorio (Pgt).
Secondo Fratelli d’Italia, la presentazione della variante in consiglio comunale a ottobre 2026 rappresenta l’ennesima promessa mancata di una programmazione definita «balneare e in affanno». Secono l’opposizione «Il percorso verso la variante al Pgt procede tra improvvisazioni, strappi e corse contro il tempo, senza una visione organica del futuro della città e senza un vero ascolto del territorio».
«Di fronte a questo scenario, la domanda nasce spontanea», è la conclusione: «Non sarebbe ora di togliere al Partito Democratico la “patente di guida” sulle politiche della mobilità e sul nuovo Pgt? Brescia merita una pianificazione urbana seria, pragmatica e davvero al servizio delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese locali, non una serie di sbandate estive che finiscono per pesare esclusivamente sulla pelle dei cittadini».

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