Brescia, Castelletti difende il caso Frattini-Dedalus in Consiglio: «Insinuazioni»

La sindaca respinge le accuse dell’opposizione sull’affidamento alla cooperativa. «È stato un procedimento trasparente, basato su attività regolarmente rendicontate».

Brescia. Il “caso Frattini”  è stato esaminato nella seduta di lunedì 29 giugno del consiglio comunale di Brescia, diventando subito terreno di scontro politico. L’interrogazione di Fratelli d’Italia sulla cooperativa Dedalus va oltre l’affidamento da 10.370 euro: il centrodestra ha chiesto di ricostruire rapporti e passaggi, mentre la sindaca Laura Castelletti ha difeso la scelta e respinto le accuse come «insinuazioni».
A sollevare il caso è stato il consigliere di Fratelli d’Italia Carlo Andreoli: «Chiediamo di fare piena luce sulle modalità con cui la cooperativa Dedalus è stata coinvolta nelle attività del Comune». L’interrogazione puntava a chiarire quando siano nati i contatti con la Loggia, chi abbia suggerito il coinvolgimento, perché sia stata scelta una realtà napoletana e quali rapporti esistessero tra l’assessora Anna Frattini, il Forum Disuguaglianze e Diversità, «Ti Candido» e Andrea Morniroli.
La risposta è arrivata direttamente dalla sindaca: «Stiamo discutendo di un affidamento di 10.370 euro alla cooperativa Dedalus, a fronte di un’attività regolarmente rendicontata e coprogettata».
Per Castelletti il punto è un altro: «Si è scelto di trasformarlo in un caso politico, dimenticando la sola domanda che dovrebbe interessare quest’aula: perché quell’incarico è stato dato e quali risultati ha prodotto?».
La sindaca ha poi riportato il dibattito all’estate in cui piazza Vittoria era diventata simbolo del disagio giovanile: «C’era chi riteneva che il problema potesse essere affrontato solo con strumenti di controllo e chi, come noi, era convinto fosse necessario affiancare alla sicurezza un lavoro educativo e sociale». Da qui il coinvolgimento di Dedalus, «una delle esperienze più avanzate a livello nazionale».
Castelletti ha respinto anche il collegamento tra il contributo di 650 euro ricevuto da Frattini tramite «Ti Candido» e il successivo affidamento: «Un collegamento che semplicemente non esiste. L’affidamento è avvenuto attraverso una procedura trasparente e i funzionari ne sono garanti. Quando mancano i fatti, restano soltanto i sospetti».
Una difesa che Andreoli ha definito «vile». Per l’opposizione restano le domande; per la maggioranza il dossier è chiuso.

 

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