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Lega-Loggia, lo scontro corre sui binari del tram

I consiglieri del Carroccio accusano la giunta e Brescia Mobilità di aver sprecato denaro pubblico nel progetto della linea. La replica: non sono stati buttati via soldi.

(red.) Nel 2018 Brescia Mobilità e Ferrovie dello Stato hanno firmato un accordo per il progetto di due linee tranviarie e per partecipare al bando per il trasporto rapido di massa con un project financing che avrebbe dovuto essere finanziato al 50 per cento. Il progetto, redatto dai tecnici delle Ferrovie, non ha però passato l’esame del Ministero delle Infrastrutture e trasporti (Mit) e l’amministrazione cittadina ha deciso di lasciar perdere.
Perciò il 1° luglio 2020 è stata spedita una lettera di recesso a Fs e una settimana dopo Palazzo Loggia ha dato mandato alla sua controllata Brescia Mobilità di preparare un nuovo progetto tagliando la linea Bornata-via Vallecamonica e mantenendo solo la tranvia Pendolina-Fiera con le sue 24 fermate, da finanziare integralmente con un bando che scadeva alla fine dell’anno scorso. Brescia Mobilità, stretta con i tempi, ha acquistato da Fs il progetto delle due linee per 1,66 milioni di euro mettendone in più altri 340 mila per le modifiche (costi al netto dell’Iva). L’incarico di adeguare il progetto è stato assegnato a Italferr, controllata da Fs, senza alcuna gara pubblica.
La Lega di Brescia ha scoperto la faccenda e ora accusa Loggia e Brescia Mobilità di aver buttato via più di 2 milioni di euro per ri-comprare da Fs un progetto già bocciato dal ministero, per aver pagato  due linee quando ne serviva una sola e per non aver fatto una gara pubblica.
In una conferenza stampa il segretario cittadino Matteo Rinaldi, il capogruppo Massimo Tacconi, i consiglieri Michele Maggi e Simona Bordonali – dopo aver premesso di non essere contrari alla realizzazione del tram – hanno contestato il metodo, annunciando di aspettare la documentazione completa per poi valutare se presentare un esposto alla Corte dei Conti, visto che la giunta Del Bono avrebbe potuto scegliere altre strade meno costose.
La replica di Brescia Mobilità è che non c’è stato spreco di soldi perché il costo del progetto, in linea con quelli simili di altre città, rientra nella somma per la quale è stato richiesto il finanziamento. Inoltre per rispettare i tempi stretti del bando era necessario acquistare il piano già pronto e poi adattarlo rapidamente, perché non si poteva comprare per una sola linea trattandosi di un progetto unico. E chi poteva farlo meglio e più velocemente delle Ferrovie con la loro esperienza e competenza nel settore?
Tra qualche mese si vedrà che il governo finanzierà la linea tranviaria, o se il paio di milioni spesi resteranno a carico di Brescia Mobilità.

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