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Brescia, Del Bono chiede aiuto all’esercito per presidiare le aree dismesse

Il sindaco ne ha parlato durante il saluto fatto al Colonnello Pasquale Guarino, che ha coordinato i 40 soldati di "Strade Sicure".

(red.) Mercoledì 11 novembre il Sindaco Emilio Del Bono ha incontrato a palazzo Loggia il Colonnello Pasquale Guarino, Comandante del 1° Reggimento Trasmissioni di Milano, in procinto di essere avvicendato al Comando del Raggruppamento tattico “Lombardia e Trentino-Alto Adige” dell’Operazione “Strade Sicure”.
A Brescia 40 uomini e donne provenienti dal 10° Rgt. Genio Guastatori di Cremona operano in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia. Negli ultimi cinque mesi, con pattugliamento sia a piedi sia a bordo degli automezzi, hanno contribuito efficacemente alla vigilanza dei più importanti obiettivi sensibili, permettendo alle persone di frequentare in sicurezza numerose aree verdi e guadagnandosi così, giorno dopo giorno, il riconoscimento e la stima dell’intera cittadinanza bresciana, contribuendo a incrementare la percezione di un maggior livello di sicurezza.
Inoltre, in seguito all’Emergenza sanitaria, i militari dell’Operazione “Strade Sicure”, nell’effettuare l’attività di controllo e di contrasto alla diffusione del Covid-19, sono intervenuti in supporto alle Forze dell’Ordine anche per dissuadere gli assembramenti e per limitare gli spostamenti ai soli casi previsti dai vari Dpcm.

Il Sindaco Emilio Del Bono ha espresso al Col. Guarino il suo vivo compiacimento per l’operato svolto dall’Esercito, sia in termini di sicurezza, sia per la professionalità evidenziata in ogni circostanza. Ha espresso soddisfazione per il fatto che il contingente aggiuntivo, arrivato in città in piena pandemia durante il periodo più critico per Brescia, sia rimasto ad operare sul territorio e auspica il mantenimento del numero dei militari presenti anche al termine dell’emergenza. Inoltre ha dichiarato: “La grande professionalità dell’Esercito Italiano nelle varie missioni fuori dai confini nazionali è ampiamente riconosciuta. Sarebbe auspicabile sfruttarne le potenzialità e le capacità specifiche anche in ulteriori zone della città, come ad esempio i siti industriali dismessi, al fine di prevenirne gli usi illeciti e le occupazioni improprie che attualmente si fa fatica a contrastare”.

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