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Referendum, possibili ricadute su Brescia

Caffaro, bando per le periferie e il nuovo carcere. Temi che rischiano di finire in alto mare. Premier potrebbe disertare inaugurazione tav il 10 dicembre.

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(red.) L’esito del referendum di domenica 4 dicembre, con cui quasi il 60% degli italiani (percentuale simile in provincia di Brescia) ha bocciato la riforma di modifica di una parte della Costituzione, potrebbe avere delle ricadute anche a livello cittadino. E’ da intendersi che non si parla di politica, visto che in Loggia le elezioni saranno solo nel 2018, ma di temi concreti. Il sindaco Emilio Del Bono ha commentato l’esito davanti alla stampa locale e ha parlato delle possibili ripercussioni.

A livello governativo, infatti, Brescia stava collaborando con l’esecutivo dimissionario di Matteo Renzi sul fronte della bonifica della Caffaro, il bando sulle periferie per via Milano e la costruzione del nuovo carcere. Per quanto riguarda il sito di interesse nazionale, non ci sarebbero problemi visto che il Cipe ha già deliberato i 30 milioni di euro in direzione di Brescia. Sul fronte del bando, se dovesse essere confermato il risultato, Brescia trova spazio e riceverà i fondi. Più perplessità, invece, sul nuovo istituto di pena per il quale il ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva parlato di parere favorevole.

Ma di fronte al fatto che al termine dell’approvazione della legge di bilancio in Parlamento, Renzi e il resto del governo si dimetteranno, la questione torna in alto mare. Fermo restando che, come ha aggiunto il primo cittadino Del Bono, si spera di collaborare anche con il nuovo esecutivo. Intanto, in vista dell’inaugurazione della linea tav Treviglio-Brescia di sabato 10 dicembre, gira voce da palazzo Chigi che il premier potrebbe non esserci proprio a causa dell’esito del referendum. Al suo posto potrebbe arrivare il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Ma ancora non ci sono conferme.

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