Caso Caffaro, “Moreni non è qualificato”

Il Movimento 5 Stelle chiede un commissario che sia slegato dai partiti e non coinvolto nell'assetto urbanistico di Brescia.

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caffaro brescia sito inquinato(red.) Dopo le critiche della Lega Nord e della Cgil di Brescia, anche il Movimento 5 Stelle ha espresso una serie di perplessità sulla nomina di Roberto Moreni come commissario delegato al Sin Caffaro. Mercoledì 7 gennaio, spiega un comunicato stampa, i portavoce pentastellati nel consiglio comunale di Brescia, nella Regione Lombardia, nella Camera dei Deputati e nel Senato della Repubblica depositeranno, presso le diverse sedi di loro competenza, un’interrogazione inerente alla presunta e imminente nomina di Roberto Moreni quale commissario straordinario del Ministero dell’Ambiente per l’emergenza Caffaro.
“Roberto Moreni”, attaccano i grillini, “è stato dirigente del settore Urbanistica del Comune di Brescia nell’amministrazione Corsini, in pieno scandalo Caffaro. Ha contribuito a definire le destinazioni d’uso dell’area Caffaro all’epoca della scoperta del secolare inquinamento provocato dall’azienda chimica di via Milano, trasformandola da area industriale a residenziale prima dello scandalo (rendendola dunque vulnerabile a speculazioni edilizie), e ripristinandone la destinazione industriale successivamente, con il conseguente aumento dei valori limite di tolleranza della contaminazione da pcb. In seguito è divenuto direttore generale di Brescia Mobilità, e ha coordinato per anni la realizzazione della metropolitana leggera, i cui scavi non hanno potuto interessare il comparto Milano per la forte contaminazione indotta proprio dalla Caffaro. Infine è andato in pensione sotto l’amministrazione Paroli”.
Il futuro commissario straordinario per l’emergenza Caffaro, chiunque dovesse essere nominato per tale funzione, avrà il delicato compito di coordinare la bonifica di una delle aree più inquinate del pianeta. Dovrà curarne le fasi progettuali, la predisposizione dei bandi di gara, l’aggiudicazione dei servizi e dei lavori, le procedure per la realizzazione degli interventi, la direzione dei lavori, la relativa contabilità e il collaudo, promuovendo anche le opportune intese tra i soggetti pubblici e privati interessati. Per tali fini sarà autorizzato ad avvalersi degli enti vigilati dal ministero dell’Ambiente, di società specializzate a totale capitale pubblico e degli uffici delle amministrazioni regionali, provinciali e comunali. “Per svolgere un compito di tale, cruciale, importanza, è necessaria una personalità terza e competente. Ma Roberto Moreni pare non essere né l’una né l’altra. Essendo stato coinvolto in prima persona nelle dinamiche urbanistiche e autorizzative dei comparti rientranti nel Sin (Sito d’Interesse Nazionale), appare evidente il suo conflitto di interessi. Inoltre, gli stessi organi di stampa locali fanno notare che «servono competenze ambientali e scientifiche che Moreni dovrà per forza cercare in qualche consulenza».
Ecco cosa pensa Laura Gamba, portavoce in Loggia, dei 5 Stelle sulla vicenda: «Il momento storico che stiamo attraversando è connotato da una profonda crisi nel rapporto tra Istituzioni e Cittadini, e da gravi ingiustizie e disastri ambientali rimasti senza colpevoli. Caffaro è un disastro ambientale senza precedenti, dall’entità ancora sconosciuta. Un’ecatombe che ancora oggi miete vittime, e che rimarrà per sempre impressa nella storia di Brescia. Sino a oggi le amministrazioni che si sono succedute al governo della città hanno risposto a questa emergenza con indifferenza, presunzione, superficialità, orientate più a difendere interessi commerciali e privati che il bene pubblico e la salute dei cittadini”.
Secondo Gamba “Brescia ha oggi l’occasione di cambiare rotta e risollevarsi, guardando al futuro con speranza rinnovata. Scegliere Moreni quale commissario straordinario per l’emergenza Caffaro sarebbe un’occasione persa, un passo indietro, quantomeno una decisione inopportuna. È invece necessario affidarci a una personalità di elevata imparzialità, trasparenza e competenza, alla quale vengano concessi strumenti e tempistiche adeguati all’entità dell’opera di bonifica, e soggetta a controlli puntuali sul suo operato. Una persona svincolata dai partiti, che sappia porsi al di sopra di ogni dubbio, per aiutare la città a curarsi dal cancro che l’ammorba da decenni e che nessuno sembra vedere, ma che in molti tentano di nascondere».

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