Comune alle prese con tagli, rifuti e unioni di fatto

I temi oggetto della seduta consigliare di lunedì. Con la scure del Patto di Stabilità potrebbero essere cancellati 5,5 mln di euro.

(red.) La Loggia deve fare i conti con lo spettro dei tagli pubblici agli enti locali che, secondo una prima stima non ufficiale riportata durante la seduta di lunedì 3 novembre dall’assessore al Bilancio Paolo Panteghini, ammonterebbero a 5,5 milioni di euro alle spese correnti.
Un salasso per le casse del Comune di Brescia, ed una valutazione che potrebbe essere in difetto secondo il primo schema (provvisorio) previsto nella prossima legge del Patto di Stabilità.
E se Brescia, negli scorsi anni, si è comportata virtuosamente, rispettando i vincoli normativi in materia economica, e beneficiando anche di alcuni introiti legati alla mini Imu e alle aliquote applicate sempre all’Imposta unica municipale, ora la situaizone potrebbe cambiare e mettere in seria difficoltà l’ente.
Se però il Governo dovesse decidere di lasciare la gestione delle tasse locali come l’Imu agli enti locali, il problema non sussisterebbe più. Ma è ancora tutto da vedere e da decidere.
Rispetto al Patto di Stabilità, la Loggia si para le spalle con la cessione del 2,5% delle quote di A2A, attesa per la fine di quest’anno (anche l’altro azionista di maggioranza, il comune di Milano, è pronto a venedre una quota pari). Oltra a questo, il Comune sta pensando ad una rivalutazione delle quote detenute in Centrale del Latte la cui alienazione è prevista per l’inizio del 2015.
Il Consiglio ha poi discusso in merito alla questione termovalorizzatore ed al paventato timore che con l’articolo 35 dello Sblocca Italia Brescia possa diventare la “pattumiera d’Italia” con l’arrivo di quintali di rifiuti da altre regioni. Tutti compatti (unico astenuto dal voto il consigliere Francesco Patitucci) sul voto alla mozione che che impegna la Giunta a chiedere al Governo, tramite la Regione, di escludere l’inceneritore bresciano dal decreto alla luce della già approvata Aia del Termoutilizzatore che impone un tetto al carico termico dell’impianto di via Codignole.
Scaramucce si sono registrate poi tra opposizione (Lega Nord) e maggioranza sull’adesione del Comune alla rete Ready, rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. I leghisti hanno raccolto firme per chiedere che venga annullata perchè la deliberazione non è stata oggetto di votazione in consiglio.
Il sindaco Emilio Del Bono, interpellato sulla questione delle convivenze di fatto, ha espresso una posizone che non prevede forzature alla normativa italiana vigente,  ma, al tempo stesso, sul piano strettamente politico, auspica un intervento legislativo che regolamenti la situazione, guardando al modello tedesco.

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