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Niente piazza Vittoria per il Bigio

La giunta ha deciso che sulla piattaforma realizzata nei restauri si erigerà una scultura diversa. Un bando internazionale valuterà le proposte alternative.

(red.) Doveva essere la star (contestata) di piazza Vittoria. Tanto che per lui avevano anche costruito una grande piattaforma rialzata apposita. Ma le polemiche e il rimpallo di soluzioni hanno spazzato via il progetto.
La giunta, dopo oltre un anno di dibattito, ha finalmente deliberato: il “Bigio” non si ergerà in piazza. Là dove avrebbe dovuto essere collocata la statua “Era fascista” di Arturo Dazzi, ci sarà un’ altra installazione. Una decisione questa ventilata già a febbraio, quando il sindaco Emilio Del Bono aveva chiarito che non aveva alcuna intenzione di trasformare l’agorà bresciana in luogo di discordia, cassando di fatto anche l’ipotesi di un referendum, linea che invece era stata promossa dalla vice Laura Castelletti.
A giugno, ultimate le celebrazioni per l’anniversario del 28 maggio, sarà quindi bandito il concorso di idee internazionale. Percorso che la Loggia intende intraprendere insieme alla Soprintendenza, con la quale concorderà i criteri che staranno alla base del bando di gara. Anche perché l’area è sottoposta a vincolo paesaggistico, e una valutazione della Soprintendenza è necessaria per legge.
Ma che fine farà allora la tanto contestata scultura di regime?  Ad oggi sono due le ipotesi sul tavolo: Campo Marte oppure Santa Giulia, dove la musealizzazione della scultura sembra convincere di più gli assessori. E proprio il «capitolo Bigio» sarà uno dei temi che il sindaco Emilio Del Bono affronterà – insieme ad altri, come l’inserimento di Brescia nel cosiddetto «Quadrilatero Unesco» – durante l’incontro romano, previsto dopo Pasqua, con il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini.
Resta la curiosità di sapere quali opere verranno proposte. Molto probabile che fra esse ci saranno opere di richiamo, magari anche ironico, alla statua del Dazzi, o al neoclassicismo littorio, così fastidiosamente imperante (ma impossibile da ignorare) nella piazza.

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