Politiche Sociali, meno spese stessi servizi

Tagli per circa 450 mila euro che l'assessore Felice Scalvini spiega con la riorganizzazione e l'ottimizzazione del sistema di assistenza. Diffidenti le opposizioni.

(red.) Sono 38,5 i milioni destinati ai Servizi Sociali dalla Loggia (di cui un milione di provenienza ministeriale). Un bilancio che appare decisamente tirato, ma con il quale l’assessore Felice Scalvini conta di riuscire a garantire comunque tutti i servizi promessi, cominciando dall’efficientamento e dalla redistribuzione, parole d’ordine delle politiche sociali dell’attuale amministrazione.
Complessivamente la “macchina” dell’assistenza prevede un’ottimizzazione del servizio con la riduzione delle spese in eccesso per il personale (350 mila euro) e burocratiche (100 mila euro). Si conferma il progressivo abbandono del ricorso alle comunità a favore dell’affidamento o dell’assistenza domiciliare col supporto di equipe multiprofessionali, attività che a fine marzo, quando scadrà l’appalto,  saranno riorganizzate sulla cooprogettazione integrata. Per gli anziani sono previsti 13 milioni di euro destinati a diminuire dal 2015, quando le rette degli ospiti delle strutture gestite da Brescia Solidale, anziché essere versate al Comune e da lì girate alla Fondazione, saranno pagate direttamente al gestore. Per i giovani invece sono destinati 11 milioni di euro, con la rinuncia progressiva all’appoggio alle comunità e l’implemento dei servizi domiciliari.
Per i disabili la spesa «è in linea col passato – dichiara l’assessore -. A loro saranno destinati 5 milioni nonostante gli utenti siano in aumento», motivo per cui serviranno «inventiva e risposte più leggere ed efficaci».
Sulla revisione del servizio sono in disaccordo le opposizioni di centrodestra. Giorgio Maione (FI) si dice contrario alla riduzione di 400 mila euro delle risorse. Diffidente anche la Lega con MassimoTacconi e Nicola Gallizioli: l’uno auspica «un sistema che premi la cittadinanzaanzichéla residenzialità», l’altro ritiene che lo schema«non tiene conto della crisi». Francesco Onofri (Piattaforma Civica), invece,  si dice «preoccupato» ma disposto ad appoggiare «scelte coraggiose e impopolari per riorganizzare le forze in campo, pubbliche o private».

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