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Imu 2, “Aler paghi alla Loggia 700mila euro”

L'azienda per l'edilizia residenziale non voleva pagare l'aliquota piena e aveva ricorso al Tar. Ma il tribunale regionale dà ragione al comune di Brescia.

(red.) L’Aler deve pagare al comune di Brescia 700 mila euro, poichè il patrimonio immobiliare dell’ente è equiparato a quello delle seconde case “tout court”. Nella giornata di venerdì, il Tar si è espresso sull querelle che vedeva coinvolti Palazzo Loggia e l’Azienda per l´edilizia residenziale pubblica, presieduta da Ettore Isacchini.
La vicenda è iniziata nel 2012, quando il municipio ha comunicato che avrebbe applicato l’aliquota massima per gli altri fabbricati, con aumenti da 0,76% a 1,06% (il massimo previsto dalla legge). Isacchini, per evitare il salasso, aveva chiesto alla Loggia, allora guidata dal sindaco Adriano Paroli, suo collega di partito nel Pdl, uno sconto sui 700 mila euro in più che avrebbe dovuto sborsare. Il primo cittadino aveva ribadito le posizioni della propria giunta, ovvero che il governo aveva catalogato gli edifici dell’Aler come seconde case, e di conseguenza andava applicata anche l’Imu2. L’azienda per l’edilizia residenziale aveva, quindi, deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo, per chiedere l’annullamento del provvedimento per disparità di trattamento con gli altri proprietari.
I giudici della Prima sezione; presidente Giuseppe Petruzzelli; giudice relatore- estensore Francesco Gambato Spisani, non ha accolto questa obiezione. L’Aler, quindi, sarà costretta a versare il denaro.

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