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“Semaforo rosso”: il Comune parte civile

L'amministrazione comunale ha annunciato che chiederà i danni già nell'udienza preliminare a carico di Giandomenico Gangi. Novità, poi, sul fronte dell'urbanistica.

(p.f.) Il Comune di Brescia si costituirà parte civile nell’indagine “Semaforo Rosso”. Lo ha deciso la giunta che si è riunita nella mattina di martedì 24 settembre.
In vista dell’udienza preliminare a carico di Giandomenico Gangi, attualmente sospeso, fissata per l’1 ottobre, e sulla base della relazione dell’avvocatura civica, la Loggia ha ritenuto opportuno costituirsi parte civile già nell’udienza preliminare, dando l’incarico all’avvocato penalista Bianca Maria Scorza, che già collabora con la Loggia . «Qualora le accuse fossero fondate», ha spiegato l’assessore all’avvocatura civica e alla mobilità Federico Manzoni, «chiederemo ristoro anche per il danno d’immagine creato all’ente stesso e per danni materiali. Se non ci fossimo costituti ora parte civile, poteva capitare che, se l’indagato dovesse adire altri riti, non ce ne sarebbe stata più l’opportunità. Già oggi, del resto, la gravità del danno è accertata, tanto che la Commissione europea ha chiesto la restituzione di alcuni fondi erogati nell’ambito del progetto Civitas a Brescia Trasporti, perché vennero fatti affidamenti diretti quando invece si dovevano aprire bandi di evidenza pubblica».
Novità per la città, poi, arrivano sul fronte urbanistica. «Sul fronte dei cantieri pubblici», ha spiegato il sindaco Emilio Del Bono, «intendiamo snellire la Commissione urbanistica, per rendere più rapide le risposte, salvaguardando il presidio. Per quanto riguarda i cantieri, poi, chiederemo ai privati che operano in contesti di pregio di abbellirli. Non penso sia un aggravio per le imprese se chiediamo di inserire dei pannelli dove si rappresentino le vie o la piazza. Una svolta estetica nella cantieriesta, perché il decoro urbano deve diventare una cultura prima ancora che un dovere». La Commissione edilizia, come ha spiegato l’assessore all’urbanistica Michela Tiboni, andava modificata. «Le strade percorribili erano due. O sopprimerla, come hanno fatto molti Comuni, perché non è più obbligatoria, o rivederne i ruoli. Noi abbiamo scelto questa strada. Andremo verso il ridimensionamento degli attuali 12 membri più presidente, e poi faremo una riflessione su quali progetti dovranno essere analizzati. Oggi arrivano tutte le pratiche che sono oggetto di permesso di costruzione da parte dei nostri uffici, arrivando ad avere anche 40 pratiche per seduta. E’ più opportuno, invece, che ci arrivino solo quelli meritevoli di una certa attenzione o perché si inseriscono nel tessuto del centro storico o perché hanno una rilevanza tale da rendere necessaria una forma di controllo ulteriore».
Riguardo alla cartellonistica, per Tiboni, «fermi restando gli aspetti della sicurezza, riteniamo fondamentale anche altri aspetti connessi al decoro e alla sicurezza sociale». Sempre restando in tema di cantieri, un’altra decisione la giunta l’ha presa per quanto riguarda quelli aperti dalle aziende che fanno manutenzione di impiantistica, come A2A, Telecom, Fastweb. «Il cittadino», ha spiegato Del Bono, «oggi ha solo l’impressione che il cantiere rallenti il traffico e che non sia gradevole. Chiedemo uno sforzo anche a queste aziende, perchè mettano in evidenza cosa stanno facendo. Per farlo dobbiamo dotarci di norme stringenti, all’interno di un regolamento che porteremo l’11 ottobre in consgilio». L’assessore alla rigenerazione urbana Valter Muchetti ha già provveduto a  sentire i principali operatori, che hanno già consegnato i facsimile della cartellonistica. «Sui cartelli», ha precisato, «sarà indicato il motivo del cantiere, per renderne evidente l’utilità pubblica. Ovviamente saranno compatibili con i regolamenti della polizia municipale, perchè va tutelata anche la sicurezza».

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