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Imu, Brescia chiede una «riforma federalista»

Tra i 10 firmatari dell'appello al Cdm l'assessore Panteghini. «Vengano varate misure compensative che consentano agli enti margini di manovra fiscale».

(red. ) Anche l’assessore al Bilancio del Comune di Brescia, Paolo Panteghini, è tra i firmatari dell’appello al Consiglio dei ministri perché venga effettuata una riforma federalista dell’Imu.
Dieci assessori di altrettanti municipi (Bologna, Palermo, Ancona, Genova, Firenze, Ferrara, Forlì, Lamezia Terme, Rieti e Brescia) chiedono quindi al Governo di misure che garantiscano agli enti locali margini di manovra fiscale compensativi nel caso in cui l’imposta unica sugli immobili venga definitivamente cancellata.
Il bilancio della Loggia deve fare i conti con un disavanzo di 33 milioni di euro, documento che deve ancora passare in consiglio comunale per divenire operativo.
Nel documento si legge che gli assessori concordano «con quanto suggerito nel documento ministeriale laddove si prevede di garantire ai Comuni un grado di autonomia fiscale confrontabile con quella attuale» che ha «una leva complessiva potenziale di 3,9 miliardi». La preferenza espressa dagli amministratori va verso l’ipotesi 8», che contempla la «ridefinizione dell’imposizione sulla prima casa (fino alla sua possibile completa abolizione) con una complessiva riforma, dal sapore federale, dell’assetto della finanza pubblica locale». La richiesta è «che l’intervento del Governo si sostanzi nell’attribuzione di nuove risorse al Fondo di Solidarietà Comunale per 2 miliardi, come previsto dall’ipotesi 8».
Nell’appello viene sottolineato che «la componente Tares-Servizi indivisibili andrebbe abolita per il 2013 e potrebbe essere ampiamente migliorata, come nuova Service Tax». «Chiediamo-concudono gli assessori- che la ripartizione tra i Comuni dei nuovi fondi (circa 2 miliardi) sia equa», assumendo «a riferimento il gettito Imu 2012, calcolato ad aliquota base».

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