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Bilancio, «Ritocco tasse, sacrificio inevitabile»

Il sindaco di Brescia Del Bono e l'assessore Panteghini hanno illustrato le manovre "obbligate" per recuperare risorse di cassa: Tares, Imu e Irpef in primis.

(p.f.) Come annunciato, le notizie sul fronte bilancio non sono buone per i bresciani. «Non potevamo fare altrimenti – ha spiegato l’assessore al bilancio Paolo Panteghini, illustrando la manovra della giunta Del Bono per colmare il disavanzo di 33,10 milioni di euro – la legge ci imponeva di fare questa manovra che avrebbe dovuto fare Paroli, e che in un mese e mezzo abbiamo dovuto approntare».
Con la spesa bloccata per il 90%, non è stato possibile agire sulle uscite, anche se qualche risparmio c’è già stato con la riorganizzazione del Comune. «Il disavanzo noto è di -31,6 milioni più 1,5 di gettito Tares che la giunta Paroli aveva già ipotizzato di introdurre. Provvedimento che è poi stato reso inattuabile ed è inattuato. Quando sento dire», ha aggiunto Panteghini, «che il Comune con la nuova giunta crea un salasso per gli artigiani, stando a questi numeri, il salasso di Paroli sarebbe stato maggiore». Sul fronte delle entrate, dunque, i numeri sono: +10,6 milioni di entrate Una Tantum e straordinarie (2,5 milioni di recupero Ici che lo Stato aveva fatto pagare su immobili del Comune; 2,4milioni di transazione con la provincia per il trasporto degli studenti disabili delle superiori; contributi regionali ai servizi sociali che arriveranno; incremento sulle sanzioni del codice della strada; recupero dell’evaso).
Sarà alzata l’aliquota Imu sulla prima casa dal 3,5 al 6 per mille, innalzamento che produrrà un introito di +13,1 milioni di euro. Ritocco anche sull’addizionale Irpef da 0,55 a 0,8% ed esenzione per redditi inferiori non ai 10 mila, come era stato annunciato, ma ai 12mila euro (con la precedente giunta l’esenzione riguardava però i redditi fino ai 15mila euro). Saranno così 49mila i bresciani che godranno dell’esenzione. In totale, dall’aumento dell’Irpef si dovrebbero generare +9,4milioni di euro. Tante ancora le criticià, a partire dal Tpl. «Il 2013 è anno molto particolare», ha aggiunto Panteghini, «perché è entrata in servizio la metro. La Regione si ricorderà della metro? Il trattamento dovrà essere quello della tramvia bergamasca e non le entrate una tantum ma qualcosa di continuativo. La Regione dovrà spiegarci se bresciani sono lombardi di serie B».
Secondo l’assessore al bilancio, l’aumento della tassazione si sarebbe potuta evitare, visto anche l’incremento di entrate di 42milioni nel 2012, se si fossero evitati avventurosi investimenti come Omb, che ha trainato 28,3milioni al Comune, ed investimenti immobiliari, quando gli immobili erano da vendere e non da comprare. «Se avessimo in cassa 40milioni, li destineremmo all’abbattimento del debito. Bisognava anche predisporre un piano di alienazioni. Qualcuno può dire che è una svendita, ma tra una vendita a prezzi bassi, e comunque di mercato, e tassare i bresciani, è meglio vendere». Guardando al futuro, tra gli obiettivi della giunta Del Bono c’è la razionalizzazione della spesa, in particolare per  partecipate e controllate. «Abbiamo tre indirizzi che stiamo perseguendo dall’inizio del mandato, ovvero miglioramenti gestionali, risparmi sulla governance e operazioni straordinarie sulle controllate, a partire da una razionalizzazione delle sponsorizzazioni. Per il Comune, le spese saranno  basate sulla sostenibilità e sulla necessità, mentre ad oggi sospettiamo che la spesa fosse data su base di storicità. Infine», ha sottolineato Panteghini, «gare, senza tabù, che significa un elemento di incertezza in più, ma rappresentano un punto ineludibile di trasparenza.  Questo significherà anche cercare di coinvolgere il più possibile soggetti concorrenti perché più concorrenza c’è, migliore è il risultato».
Fondamentale sarà inoltre la partita delle alienazioni, che dovrebbe fruttare 100milioni di euro, tra i 60-65 milioni delle alienazioni mobiliari e il resto di immobiliari, entro il 2014. Nel mirino delle controllate resta Omb, che, assicura Panteghini, non sarà trattata come un ostaggio politico, ma il problema sarà risolto salvaguardando i posti di lavoro. «Le alienazioni immobiliari sono le più lunghe», ha chiarito l’assessore al bilancio, «perché dobbiamo valutare se c’è un mercato e se la destinazione collima con i vincoli esistenti». Come aveva già spiegato in Consiglio, il sindaco Emilio Del Bono ha precisato che il bilancio previsionale 2013 non è il bilancio della sua giunta. «E’ il bilancio frutto di una linea strategia durata 5 anni, che ci ha portato fin qui e che era non di abbattere l’indebitamento, ma di aumentare le tasse. Nel quinquennio il gettito da Imu e addizionale Irpef è arrivato a 115milioni in più rispetto al 2008. Questa quantità si commenta da sé. Quando leggo preventivamente le polemiche di chi ci ha portato qui, bisognerebbe ricordare che è stato proprio lui  a mettere 115milioni di tasse in più in 4 anni e mezzo. Questo è accaduto perché non si è affrontato strutturalmente il punto di debolezza del bilancio di Brescia, che è un comune super-patrimonializzato che, anziché vendere il suo patrimonio, lo sostiene aumentando le tasse e peggiorando i servizi».
Questo processo, secondo Del Bono, ha portato al bilancio 2013, di cui la nuova amministrazione non si sente minimamente responsabile. «Nel 2008», ha ricordato il sindaco, «l’opposizione si astenne dal bilancio preventivo di quell’anno, perché i fondamentali erano dettati dalla precedente amministrazione. Non è sopportabile che ci sia una polemica sulla tassazione, perché questo processo l’hanno provocato loro. Come si esce da questo tunnel? Primo fronte è abbattere l’indebitamento con le alienazioni. Va poi riorganizzata la macchina comunale. Noi in poche settimane abbiamo messo un tassello importante, che è la riduzione dei costi della dirigenza. Dobbiamo controllare le partecipate, non possiamo sostenere la repubblica autonoma delle partecipate, per cui abbiamo attivato il nucleo di valutazione». Da rivedere i contratti di servizio, che hanno avuto aumenti costanti negli anni che non si giustificano per il ritorno dei servizi. Dal 2014, ha promesso Del Bono, si svolta. «E’ come se fossimo un vecchio nobile proprietario di grandi palazzi e che gira con i pantaloni bucati e non ha i soldi per corrente e acqua calda. Abbiamo più di 2miliardi di patrimonio, ma invece di equilibrare il patrimonio si aumentano le tasse. Ci siamo addirittura ripatrimonializzati, con oltre 40milioni di acquisizioni tra Omb e Brixia Sviluppo. L’alternativa al disequilibrio è commissariamento. La nave la raddrizziamo, un poco alla volta».
Anche Del Bono ha confermato la volontà di risolvere la questione Omb. «Omb sta in piedi se si investe. Il piano industriale di Omb prevede grossi investimenti e io mi chiedo come si poteva immaginare di investire industrialmente su una società senza avere neanche un soldo. Brescia Mobilità ha comunicato al Comune che non è in grado di investire sul Omb». Riguardo al Tpl, Del Bono si è appellato al consigliere regionale Fabio Rolfi. «Faccio un appello: chiediamo a Rolfi, anziché di fare due comunicati al giorno, di fare il suo mestiere di consigliere regionale, che è quello di garantire al territorio le risorse che spettano, come il rimborso chilometrico che non è una regalia, ma un diritto per i bresciani». Sul tema di A2A, il sindaco ha sottolineato che il Comune lavorerà perché il minimo storico di dividendi ottenuto nel 2012 non si ripeta. Nel mirino anche le sponsorizzazioni concesse dalle partecipate. «La programmazione sarà unitaria, non succederà più che uno bussa alla porta di Centrale, di Comune e Fondazione Asm e ottiene soldi da tutte e tre. Ci sarà un coordinamento di cui il Comune avrà la regia». Non saranno toccati i servizi sociali e le tariffe per il diritto allo studio. Anzi, sindaco, assessori, presidente del consiglio, direttore generale e segretario generale hanno rinunciato al 10% dell’indennità, cosa che dovrebbe portare 200.000 euro su base annua, 54mila  già nel 2013. I fondi saranno destinati al diritto allo studio.

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