Torre Tintoretto, si va verso l’alienazione?

La Loggia ha commissionato una perizia sul valore dell'immobile. Ma l'ipotesi di demolizione non è scongiurata del tutto anche se i tempi potrebbero allungarsi ancora.

(red.) Più probabile la vendita che l’abbattimento della Torre Tintoretto a San Polo.
Alemno, è questa l’ipotesi emersa martedì nel corso della seduta delle commissioni congiunte Lavori Pubblici e Servizi alla persona che si è tenuta in Loggia.
Il Comune di Brescia, attraverso l’assessore alla Casa Massimo Bianchini, ha commissionato a Pro Brixia una nuova perizia sul valore dell’immobile, così da poter stabilire quale opzione (alienazione demolizione) sia la preferibile in termini economici.
Nei mesi scorsi era spuntato l’interesse del l’impresa Nessi & Majocchi di Como ad acquisire lo stabile, ma non per abbatterlo bensì per ristrutturalo e dargli nuova vita. I costi dell’intervento sarebbero però stati a carico della Loggia. La ristrutturazione  non è tuttavia tra i progetti dell’amministrazione che pensa piuttosto alla valorizzazione a mercato con un bando pubblico.
Una perizia datata 2008 aveva stimato il valore della torre in 14 milioni di euro, cifra che però ora appare datata.
In ogni caso, l’ipotesi di abbattimento dello stabile non è ancora scongiurata:  è stato infatti commissionato ad Aler lo studio di progettazione della demolizione “pezzo per pezzo” che prolungherebbe però i tempi dell’intervento (da due a sei mesi) e farebbe lievitare anche i costi (da 3 a 4,5 milioni di euro).
A gravare su questa ipotesi anche la richiesta, da parte di Regione Lombardia della Via (Valutazione impatto ambientale) che comporta un ulteriore prolungamento dei tempi d’attesa di circa sei mesi.
Per quanto riguarda poi le famiglie rimaste ad occupare ancora gli alloggi Aler nella Tintoretto, restano una ventina di nuclei ancora da collocare, dei 173 iniziali.
Il Contratto di quartiere prevede la ricostituzione del patrimonio dell’Aler, proprietaria della torre.
Settantadue nuovi alloggi di edilizia popolare sono stati ultimati (palazzine Sud), mentre sono state acquistate 74 (dei 99) abitazioni in varie zone della città; e altri 49 saranno comprati nei prossimi anni.
Non solo, sta per essere avviata l’alienazione di 123 immobili dell’Aler, vendita dalla quale la Loggia pensa di ricavare 10 milioni di euro.
Le famiglie che vivono negli appartamenti di edilizia popolare potranno acquistare l’immobile che già abitano con un prezzo calmierato di circa il 36 per cento rispetto al costo di mercato.
Il ricavato da questa potenziale alienazione verrebbe utilizzato per la riqualificazione di altri immobili.
Il primo lotto di case alienabili è composto da appartamenti situati nella prima e seconda fascia periferica della città (San Bartolomeo, via Berardo Maggi, via Bertoni, Tiboni, il Quartiere Leonessa, via Jacopo Robusti e via Tiziano, ma anche via Chiappa, Pastrengo, Monte Santo e Pusterla).
Delle 123 unità disponibili, cinque sono box auto e sedici sono alloggi liberi. I prezzi vanno da 911 euro al metro a un massimo di 1.793 euro., ad esclusione di un immobile di prestigio collocato in via musei dove la valutazione è superiore.

 

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