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Delega revocata: “Albini (Sel), niente più nozze”

Il capogruppo di Sinistra ecologia e libertà in Loggia "sanzionata" per avere tenuto un "comizio politico" in occasione della celebrazione di un matrimonio.

(red.)  Donatella Albini, capogruppo di Sinistra ecologia e libertà (Sel) in Loggia, non potrà più officiare le cerimonie civili di nozze.
La delega le è stata ritirata dal sindaco di Brescia Adriano Paroli che l’ha “sanzionata” per una citazione ritenuta “non opportuna” durante la cerimonia che unì in matrimonio, lo scorso giugno, il fotografo Mario e la moldava Tamara, che aveva rischiato l’espulsione perché irregolare.
In quell’occasione, Albini  aveva citato il celebre passo  dei Promessi Sposi in cui viene presentata dal Manzoni la figura di don Abbondio che si trova a fronteggiare i bravi di don Rodrigo.
Per il primo cittadino, la capogruppo di Sel non avrebbe tenuto un discorso, ma un vero e proprio “comizio” di natura politica.
Una vicenda che averbbe provocato maldipancia soprattutto tra le fila del Carroccio che avrebbe dunque chiesto a Paroli di intervenire.
E così è stato. Mentre Albini stava preparandosi per uno sposalizio il prossimo 17 novembre, le è stata recapitata una lettera a firma del sindaco in cui veniva motivata la revoca della delega: “..sono spiacente di comunicarle”, riferisce la stessa consigliera riportando le parole della missiva, “che non sussistono le condizioni per predisporre la delega a suo nome per la celebrazione del matrimonio tra i signori….”:
Albini ha dichiarato di avere riso alla lettura della lettera “per usare le parole di Virginia Woolf, in uno scritto del 1905, “la risata, più di qualunque altra cosa, mantiene il senso delle proporzioni, è lì a ricordarci sempre che siamo soltanto umani…..immediatamente, appena dimentichiamo di ridere, perdiamo il senso delle proporzioni e della realtà”.
“Il sindaco “, prosegue l’esponente di Sel, “era sceso sul duro suolo della banalità seriosa – è sempre Virginia Woolf che racconta – rivestendosi di un rigido spirito di solennità e so bene che, se si può attribuire un genere agli spiriti, non c’è dubbio che questo sia maschile”.
“Ha sostenuto a voce alta”, ha replicato Albini al provvedimento, “tra un giornalista e un assessore, che al matrimonio di Mario e Tamara ho “fatto un comizio” (comizio, adunanza solenne di cittadini, Gabrielli, dizionario della lingua italiana 1989), mentre avrei dovuto “parlare d’amore” e io ho riso, di nuovo, ben sapendo ora, a distanza di giorni, che se mi fossi presa il tempo per pensare, avrei scoperto che ciò che è superficialmente comico è in verità fondamentalmente tragico”.
“Mi rendo conto che, ringraziando Mario e Tamara, gli sposi, per avere dato a tanti di noi una scossa, che ci ha costretto a riflettere”, ha spiegato ancora la consiglera comunale, “li ho salutati come quelli che hanno marciato contro il vento, un vento freddo, cattivo, disumano, e, complice il Manzoni, ho ricordato i bravi, seduti sul muretto, aspettando don Abbondio “con una reticella verde, che cadeva sull’omero sinistro” e al “pessimo effetto che tal sorta di gente fa contra il bene pubblico et in delusione della giustizia”.
“Mi ero scordata di don Abbondio, ma ora, con la lettera in mano, perfetto, torna alla mente, tutto combacia e ha ragione Leonardo Sciascia quando, a proposito di don Abbondio, parla del suo “sistema di servitù volontaria, non semplicemente accettata, ma scelta e perseguita, un sistema perfetto, tetragono e inattaccabile. Tutto vi si spezza contro….Manzoni delinea un disperato, e, aggiungo io drammaticamente moderno, ritratto delle cose d’Italia: l’Italia dei padri provinciali e del conte zio, l’Italia dei Ferrer Italiani dal doppio linguaggio, l’Italia degli azzeccagarbugli, degli sbirri che portano rispetto ai prepotenti, delle coscienze che facilmente si acquietano …”.
“Continuo a pensare”, ha affermtoa ancora Albin, “a un’etica ispirata a valori come dire la verità, il coraggio, l’orgoglio, la dignità e il rispetto di sé e degli altri, il render conto delle proprie azioni. Un’etica che può affermarsi solo se strettamente alleata alla politica,intesa come condivisione di uno spazio comune, dove ci stanno tutti i colori e le persone che li vestono e le piante che li animano e le parole che danno loro valore di simbolo. E agli amici che mi hanno chiesto di sposarli, beh”, ha chiosato Albini,  “non sussistono le condizioni”.

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