De Beaumont e Moras restano ai domiciliari

Il Riesame ha respinto l'istanza di scarcerazione presentata dai legali dei professionisti, arrestati nell'ambito dell'inchiesta sugli "appalti pilotati" all'assessorato Mobilità.

(red.) Restano ai domiciliari Michele De Beaumont e Denis Moras, arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Semaforo rosso” per un giro di presunti appalti pilotati all’assessorato alla Mobilità e Traffico del Comune di Brescia.
Lo ha disposto il tribunale del Riesame che ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali dei due professionisti.
Il Tribunale della libertà ha negato la revoca del provvedimento per l’ingegnere esperto in sistemi  per la gestione del traffico e all’imprenditore informatico, coinvolti in quello che gli inquirenti hanno definito il “sistema Gangi”, dal nome del responsabile del settore comunale, Giandomenico Gangi, anche lui ai domiciliari, ma in Sicilia, presso la famiglia.
Secondo gli investigatori Gangi risulterebbe al vertice di un vero e proprio sistema che gestiva gli appalti e le commesse comunali.
Il Riesame ritiene che De Beaumont abbia operato per trovare un accordo con la Mizar e la Siemens per ottenere, in cambio, l’aggiudicazione dell’incarico per la realizzazione del sistema di mobilità “Bresciainfo”.
Stesso discorso per Moras, con e per il quale lo schema sarebbe stato replicato.
Per i giudici “in realtà l´interesse personale e assai concreto del ricorrente era quello di ottenere, di rimando , l´incarico di realizzare la piattaforma di comunicazione tra i due sistemi”. Nelle 38 pagine dell’ordinanza del Tribunale della libertà viene affermato che “le telefonate delineano perciò un comune disegno di Gangi e De Beaumont, ovvero quello di assumere atti tecnici che costringano le ditte aggiudicatarie ad avvalersi del sistema di comunicazione Cube così da indirizzare automaticamente la scelta del fornitore di tale sistema nello studio De Beaumont”.

 

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