Appalti, De Beaumont resta ai domiciliari

Rigettata l'istanza di scarcerazione del consulente dell'assessorato alla Mobilità e Traffico del comune. Attesa invece la risposta del gip per Giandomenico Gangi.

(red.) Resta ai domiciliari Michele De Beaumont, l’ingegnere specializzato nei sistemi di gestione del traffico, arrestato nell’indagine della Procura di Brescia su un presunto sistema di appalti pilotati al settore Mobilità e Traffico del Comune di Brescia.
Il gip ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali del professionista, finito in manette insieme con altre due persone, il responsabile del servizio Mobilità e Trasporto Pubblico Locale del Comune di Brescia, Giandomenico Gangi, sentito lunedì dal Gip Enrico Ceravone in merito all’inchiesta “Semaforo Rosso”, e a Denis Moras, informatico, anche lui ai domiciliari.
L’avvocato del consulente ha annunciato di voler ricorrere al Tribunale del Riesame. L’udienza è fissata per la prossima settimana.
De Beaumont è accusato di avere agito in modo tale da “spingere” due aziende in particolare (la Mizar Automazione e la Siemens) affichè fossero loro affidati i progetti della piattaforma Infomobilità.
Il giudice per le indagini preliminari che ha ascoltato Gangi, invece, non si è ancora espresso sulla richiesta dei domiciliari da parte del dirigente 38enne che vorrebbe fossero applicati in Sicilia, dove risiede la sua famiglia d’origine. Gangi, nell’interrogatorio di lunedì, ha respinto l’ipotesi che esistesse “un sistema” da lui gestito per favorire familiari ed amici nell’affidamento di appalti e consulenze. E’ accusato di concussione, corruzione e turbativa d’asta.

 

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