Quantcast

De Beaumont in Procura: “Non ho preso denaro”

E' stato sentito oggi il consulente implicato nell'inchiesta Semaforo Rosso. "Ero un intermediario, volevo solo mantenere il mio incarico per l'assessorato".

(red.) “Non ho preso denaro, volevo solo continuare a lavorare per l’assessorato”.
Si è difeso così, davanti al pm Silvia Bonardi, nella giornata di venerdì 5 ottobre, Michele De Beaumont, consulente titolare di uno studio di ingegneria coinvolto nell’inchiesta “Semaforo Rosso”. “Non ho preso soldi, il mio ruolo era solo quello dell’intermediario fra le aziende Mizar e Siemes, perché si accordassero sugli incarichi da svolgere”.
L’uomo è accusato di corruzione, concussione, truffa aggravata, turbativa d’asta nello scandalo che vede coinvolti anche uomini dell’assessorato alla mobilità del Comune di Brescia (tra cui il responsabile Giandomenico Gangi, che non è stato ancora sentito visto che si trova negli Stati Uniti per un convegno). “Il mio obiettivo”, ha rivelato De Beaumont, “era solo di mantenere il mio incarico di consulente per l’assessorato”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.