Il Comune alza l’Imu, Paroli: “Siamo costretti”

Durante l'incontro con la stampa pr i saluti estivi il sindaco ha spiegato che la seconda rata subirà un ritocco: "Non ci sono alternative a causa della spending rewiev".

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(v.p.) Con i saluti estivi del sindaco di Brescia arriva una brutta notizia per i cittadini: “A causa della spending rewiev del governo Monti ci è stato chiesto un taglio di altri 2,5 milioni di euro ad agosto. L’unico modo per sostenere questa ennesima uscita è alzare la seconda rata dell’Imu di settembre, non ci sono alternative”.
Una doccia fredda. Ma “inevitabile” per il primo cittadino Adriano Paroli. “Non sappiamo dove prendere i soldi”, ha spiegato. “Oltretutto questa novità ci è stata comunicata ad agosto. L’unica manovra che possiamo fare è ritoccare leggermente l’Imu di settembre, dato che non ci sono alternative. Ci dispiace, se riusciremo cercheremo di escludere la riscossione sulla prima casa. Mi dispiace poiché questa è di fatto una patrimoniale, che penalizza tutti, a differenza dell’addizionale Irpef, ma purtroppo sembra un provvedimento studiato apposta per obbligare le amministrazioni comunali a salassare i propri cittadini per soldi che vanno a finire direttamente a Roma e che non restano praticamente sul territorio”.
Non si è parlato comunque solo di tasse nella mattinata di mercoledì a Palazzo Loggia, dove il primo cittadino ha voluto incontrare la stampa prima della pausa estiva delle attività istituzionali.
IL PGT E’ UN CAPOLAVORO. Naturalmente Paroli ha ricordato che la tematica principale in questo momento riguarda il lavoro, dato che sempre più persone sono in difficoltà e le imprese bresciane, “che fino a cinque o sei anni fa cercavano sempre personale”, da qualche anno sono ferme.
“Come amministrazione comunale abbiamo poco potere su un tema del genere, anche se nel nostro piccolo, con l’adozione del Pgt, abbiamo dotato la città di uno strumento elastico dove sono state individuate zone elastiche in cui è possibile investire, ma anche progetti utilissimi alla collettività”. Dunque, secondo il sindaco, da settembre in città l’edilizia potrebbe avere una ventata d’aria fresca, “con i piani attuativi, comunque, ci sarà un po’ di movimento a consumo di territorio zero”.
LA GIUNTA DELLE AREE VERDI. Già, al sindaco non sono piaciute alcune critiche dell’opposizione sul futuro urbanistico della città: “E’ facile inventarsi slogan ad effetto, come ‘scrivono verde ma dicono cemento’, ma io ribadisco che solo la nostra amministrazione ha promosso per davvero lo sviluppo del verde pubblico. Il parco delle Cave ha visto posare la prima pietra grazie alle nostre scelte e all’accordo con Nuova Beton, che porteranno alla città oltre 500mila metri quadri di verde attrezzato. Per chiudere il progetto serviranno in tutto oltre 4 milioni di metri quadri più alcune strutture sportive che aiutino la zona a essere frequentata e non degradata, ma molto dipende dalle risorse private, poiché la nostra scelta nel progetto è sempre stata quella di coinvolgere capitali privati. Le precedenti amministrazioni non solo non avevano un’area sulla quale lavorare, ma non hanno nemmeno mai stanziato un centesimo per il progetto”.
Paroli, però, ha posto l’accento anche su un’altra questione: “Quando ero assessore, nel ‘91, mi ricordo questo slogan: giù le mani dalla valle di Mompiano. Il nostro governo cittadino ha lavorato a una soluzione per garantire che alcuni privati cedessero l’area, di un milione di metri quadri, in cambio di una compensazione di Slp a nord della zona. Su questi temi abbiamo lavorato molto, anche grazie all’assessore Paola Vilardi e ai suoi tecnici, ma non abbiamo dato il giusto risalto alle attività. Anche i Gnari de Mompià non dicono nulla. Di solito criticano, invece in questa occasione se ne sono stati zitti. E’ un buon segno”, ha ironizzato l’ex-deputato.
NUOVO CARCERE A BUON PUNTO. Sarebbero in arrivo importanti novità anche sulla possibilità di nuovo carcere per “mandare in pensione” la struttura di Canton Mombello. “Abbiamo fatto bene a destinare un’area di 160 mila metri quadri per il nuovo carcere. Canton Mombello è ormai inadatto e troppo vetusto. Siamo in contatto con il ministero e potrebbero essere importanti novità già entro la fine della legislatura. Ovviamente in precedenza non c’erano aree destinate al nuovo carcere è stata una nostra idea”.
IL CENTRO STORICO NON E’ UN PARCHEGGIO. Un altro slogan non è andato giù al sindaco: “I cartelloni del Pd che dicevano che volevamo trasformare il centro in un salotto e lo abbiamo trasformato in un parcheggio. Mi piacerebbe fare un giro con la stampa la sera per mostrare a tutti altro che parcheggio. Brescia è una città europea che ha voglia di vivere. Grazie alle nostre inziative, notti bianche, eventi, ma soprattutto la pedonalizzazione delle principali piazze del centro, la zona si è ravvivata ed è davvero un salotto ben frequentato. Mi immagino piazza Loggia completamente pedonale, senza nemmeno gli autobus. Potremo realizzarla quando la metropolitana sarà attiva. Il centro deve essere pedonale e facilmente raggiungibile, ed è possibile solo con la costruzione del parcheggio sotto al Castello“.
Paroli ha paragonato la sua giunta a quella del sindaco Piero Padula: “Ci dicono che saranno pochi i nastri che riusciremo a tagliare, ma io non sono qui per fare party di inaugurazione. Padula aveva fatto progettare il termoutilizzatore, fossa Bagni, la metropolitana, il Palagiustizia, il parcheggio della stazione. Non ne ha inaugurato nessuno, eppure senza questi cinque anni di pianificazione come sarebbe stata messa la città?”.
SERVIZI SOCIALI SEMPRE AL TOP. La situazione di bilancio ha imposto una serie di tagli, “e l’unica cosa che sento dire dall’opposizione è di aumentare i servizi ai cittadini. Ricordo a tutti che siamo stati costretti a tagliare 49 milioni di euro da un anno con l’altro e in parte in spesa corrente. Ciò nonostante abbiamo garantiti servizi per 41 milioni di euro e continuamo ad essere la prima città in Italia per erogazione di servizi sociali. Ora mi preoccupano le parole del governo che vuole fare un calcolo procapite della spesa pubblica entro il quale tutti gli enti dovranno attenersi. Non voglio credere che Bondi consideri i servizi sociali uno spreco e che non voglia tenere in considerazione l‘autonomia locale. Noi non amministriamo una città sprecona ma una città solidale”.
NUOVA SEDE UN VERO AFFARE. “Ora prendiamo carta e penna e vi spiego quanto costa al comune la nuova sede”, ha detto. “Allora il comune avrebbe dovuto incassare 4,5 milioni di euro circa di oneri di urbanizzazione più lo stabile delle Casere. Invece con la realizzazione della nuova sede abbiamo aggiunto 27mila metri quadri di slp in più, che equivalgono a circa 2,5 milioni di oneri aggiuntivi. Con la cessione delle Casere si arriva a circa 13 milioni di euro. Rinunciando a questa cifra il comune di Brescia otterrà uno stabile dell’architetto Libeskind di 17mila metri quadri, che varrà circa 80 milioni di euro, e potrà contare sugli immobili di via Marconi e piazzale Repubblica, che valgono circa 20 milioni. A qualcuno sembra una truffa? A me sembra un grande affare, e mi sembra una grande opportunità, anche per valorizzare il nostro capitale umano”.

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