Welfare, il Comune sarà regista delle offerte

Sempre meno erogatore di servizi e sempre più coordinatore fra i vari enti. E Paroli attacca l'Rsu: "Chi parla male del nostro lavoro è deficiente o è in malafede".

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(p.c.) Il Comune di Brescia ha presentato il nuovo piano delle politiche per il Welfare. Cosa prevede il provvedimento che lunedì sarà discusso e quindi votato per l’approvazione in Consiglio comunale? “Nonostante il budget per il settore Welfare sia passato da 50 a 46 milioni di euro, abbiamo pensato a riformare diversi aspetti”, ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Giorgio Maione.
“La delibera che ha fatto due passaggi in commissione e altrettanti in Giunta presenta le nuove linee guida per le politiche delle famiglia e l’organizzazione dei servizi. Abbiamo messo mano ad una disciplina che risaliva al 2000″. Da quello che si legge nella delibera il Comune sarà sempre meno erogatore diretto di servizi trasformandosi in regista della rete di offerta. “Il Comune coordinerà e controllerà integrando i servizi a quelli predisposti dalle associazioni di volontariato e cooperative accreditate”, ha sottolineato lo stesso Maione, “abbiamo inoltre introdotto lo strumento della co-progettazione mediante il quale verrà condivisa, in maniera sussidiaria, la finalità degli obiettivi tenendo conto delle necessità e delle risorse già presenti sul territorio”.
Altra novità riguarda la disciplina dei contributi economici a sostegno del reddito. “Verrà applicato, come avviene anche in altre città, il parametro di equivalenza attraverso cui intendiamo associare al quoziente Isee una particolare condizione ai legami familiari e al sostegno alla condizione di figlio a carico fino ai 21 anni. In presenza di capacità lavorativa”, ha proseguito l’assessore, “il sostegno economico potrà essere associato anche all’impegno di svolgere lavori socialmente utili a favore del Comune o di organismi di volontariato”.
Nonostante la riduzione dei trasferimenti (11 milioni circa) e il drastico calo dei dividenti di A2A, Palazzo Loggia ha rispedito al mittente l’accusa di aver fatto “macelleria sociale”. Ad esporsi è stato direttamente il sindaco Adrinao Paroli: “I servizi sono diminuiti solo dell’8%. Chi dice il contrario è deficiente o commenta le nostre scelte in malafede”, si è lasciato scappare aggiungendo inoltre che “i dipendenti comunali che criticano quello che stiamo facendo dovrebbero pensare solo al loro lavoro senza fare politica o propaganda”.

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