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“Bene la commissione sul metrò”

(red.) “Ben venga la commissione d’indagine sui conti del metrobus”. A dirlo è l’ex sindaco e deputato del Pd, Paolo Corsini.
Sì, proprio l’ex primo cittadino democratico, additato dall’attuale Giunta guidata da Adriano Paroli come il “responsabile” dell’inadeguato Piano finanziario del 2004 legato alla gestione della metropolitana leggera, una previsione sui costi di gestione che non avrebbe tenuto conto, secondo l’attuale amministrazione targata centrodestra, delle elevate spese per il mantenimento della stessa.
Corsini si dice favorevole alla creazione di una commissione che faccia chiarezza sui costi dell’infrastruttura dal 2004 ad oggi, ma non manca di sottolineare il ritardo nella decisione che l’ha istituita e ha accusato l’attuale maggioranza di “incompetenza”.
Non solo, il deputato del Pd ha annunciato di essersi rivolto al suo legale per valutare se le dichiarazioni dell’assessore al Bilancio Fausto Di Mezza, che ha detto che il Piano economico varato nel 2004 era stato realizzato in “malafede”, possano essere oggetto di un risarcimento in sede di causa civile.
L’ex sindaco difende il Piano di allora che, per Corsini, era stato stilato secondo il respiro di una ampia ottica di mobilità urbana, una strada che sarebbe invece stata completamente disattesa dall’attuale Giunta Paroli.
Corsini ha puntualizzat poi che, nel 2004, era impensabile immaginare che i 160 milioni di euro lasciati “in dote” alla amministrazione Paroli non sarebbero stati utilizzati per i vincoli imposti al Patto di Stabilità introdotti successivamente.
Per l’ex primo cittadino sarà importante che la commissione spieghi come l’Ati abbia acquistato tutte le azioni detenute dal comune di Brescia in Serenissima Spa immediatamente dopo avere chiuso l’accordo “bonario” con la Loggia sulle riserve e anche perché Paroli abbia rinunciato a ricorrere all’arbitrato sula medesima questione.
Corsini ha dichiarato poi di voler farsi promotore, in una iniziativa bipartisan, per far arrivare a Brescia quei “famosi” 80 milioni di euro che il Cipe ha stanziato per l’infrastruttura e che restano ancora bloccati a Roma.

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