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Paroli: «Ora palazzetto e stadio»

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paroliadriano1.jpgTra i progetti una sede unica degli uffici comunali. E si ripensa alle Grandi mostre.


(red.) Dopo gli aiuti ai neonati con il bonus bebè e quegli agli anziani, nel 2009 la giunta di centrodestra, al governo della città dall’aprile scorso,  punterà sulle infrastrutture. Martedì, nel fare il bilancio dei suoi primi otto mesi da sindaco, Adriano Paroli ha annunciato tre grandi progetti: il palazzetto dello sport, il nuovo stadio e una sede unificata per gli uffici comunali.
Del Palasport, da costruire a ridosso dell’area delle cave di Buffalora in via Serenissima, già si sapeva (leggi qui). La città ne è sempre stata priva e l'amministrazione Corsini non si è mai preoccupata di offrire a basket e pallavolo una sistemazione degna di grandi ambizioni. Ma come sarà il nuovo palazzetto? Il progetto si ispirerà a quello di Vigevano con le tribune a ferro di cavallo per 5.000 spettatori (ampliabili fino a 8.000 con l’aggiunta di un terzo anello). Ci saranno il campo principale in parquet e uno secondario, a sua volta con una tribunetta.
L'accelerazione sullo stadio per il calcio è una mezza notizia: «Avevo dato un ultimatum sino alla fine dell’anno e sia chiaro che non aspetterò altri due anni per vedere che cosa succede per lo stadio», ha detto Paroli. «Dobbiamo dotare la città e la squadra di uno spazio adeguato. Se l’anno scorso il Brescia avesse vinto i play off, non so se in A avrebbe potuto giocare al Rigamonti. Mi va bene anche se il nuovo stadio si farà a Castenedolo, ma non aspetterò due anni: l’operazione va messa in cantiere subito».
Discorso analogo per la sede unificata degli uffici municipali. Dove la Provincia di Alberto Cavalli ha gettato la spugna, l'amministrazione Paroli pensa in grande: «Lasceremo in centro la rappresentanza, ma ormai è tempo di ragionare su una sede unica», ha detto il sindaco. Oggi gli uffici sono sparsi tra piazza Repubblica, via Marconi e il centro. «Stiamo riflettendoci», ha detto, «in quanto c’è un’esigenza di razionalizzazione per i lavori del comune»
Progetti a parte, Paroli ha voluto anche sottolineare il nuovo spirito che anima il centro storico di Brescia:  «Veniva dato per spacciato», ha detto, «ma non è così. Ora l’obiettivo è mantenerlo vivo, rilanciando al contempo altri due punti aggregativi come il Castello e la Maddalena. I cittadini? Stanno muovendosi e mostrando una grande adesione, senza la quale per noi sarebbe difficile fare tutto».
La risposta alla  notte bianca di giovedì scorso, per esempio, l’ha molto colpito: «Una città così non la si vedeva da decenni», ha detto il sindaco. «Le piazze, i musei, le gallerie, il palazzo della Loggia erano pieni di gente». E tutto questo porta anche a rivedere la posizione sulle Grandi mostre: «Le Grandi mostre non hanno senso in un centro storico deserto. E le esperienze degli ultimi anni hanno avuto il limite di non coinvolgere la città. Ma in queste condizioni, che noi abbiamo sollecitato ma non determinato, può valere la pena ripensarci. E alcuni progetti più ambiziosi possono anche essere rivisitati».

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