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Commissioni, il centro-destra lascia

Dimissioni della Casa delle Libertà per protesta contro la giunta Corsini.


(red.) Una scelta destinata a fare discutere e a creare non poche polemiche quella presa oggi dalla Casa delle Libertà di Brescia. I consiglieri comunali di Palazzo Loggia, che occupano i banchi dell'opposizione, hanno deciso di dimettersi da tutti i ruoli negli uffici di presidenza delle commissioni consiliari.
In una lettera inviata alla presidente Laura Castelletti, i politici di centro-destra hanno spiegato i propri motivi. "Siamo tutti insieme a levare il nostro sdegno per come sta evolvendosi la situazione politica nella nostra città e nella sua assemblea rappresentativa. Pare inutile elencare a persona attenta come lei, i tanti momenti durante i quali, tutte le forze della Casa della Libertà si sono trovate a dover constatare l’assenza di una volontà dialogante delle forze di governo della città. Vale la pena, quindi, ricordare, a dimostrazione di come la situazione sia divenuta irrespirabile – situazione da vera e propria emergenza democratica – solo gli ultimi schiaffi ricevuti in ordine di tempo: la gestione personalistica della fusione tra Asm e Aem (con conseguente svilimento del consiglio comunale, obbligato a votare vi et clam in luglio la delibera di fusione), la mancata messa in discussione degli emendamenti alla variazione al bilancio e quella in itinere della modifica dei confini delle circoscrizioni, fatta solo ad uso e consumo delle forze di centrosinistra ed effettuata solo per puerile tentativo di lenire gli effetti della inevitabile sconfitta dell’Unione alle elezioni del 2008".
Poco dialogo, quindi, e una maggioranza di centro-sinistra non disposta a un confronto con altre forze politiche: "Appare evidente che chi opera una attività politica dialogante apre spazi di discussione e di programmazione. Qui si è dimenticato che la politica è l’arte della mediazione, non sempre si può andare alla imposizione della maggioranza sulla minoranza fondandosi solo sulla sicurezza dei numeri. Quando c’è il dialogo è anche più agevole far comprendere le diverse posizioni ai cittadini e giungere alla realizzazione del bene comune. Mancando gesti apprezzabili da parte di chi governa questa città, non ci resta che difendere le nostre posizioni solo in consiglio comunale rassegnando immediatamente le dimissioni da tutti i ruoli negli uffici di presidenza delle commissioni consiliari, divenute, a causa della gestione settaria della città, dei meri simulacri di democrazia rappresentativa".

I DIMISSIONARI
Andrea Arcai (An), lascia la vice-presidenza della commissione della Commissione Urbanistica e Viabilità.
Fausto "Tommy" Di Mezza (Forza Italia) lascia la vice-presidenza della commissione Revisione degli Statuti e relativi Regolamenti di Attuazione.
Giorgio Maione (Forza Italia) abbandona, invece, la vice-presidenza della commissione Servizi alla Persona e Sanità.
Andrea Ghezzi (An) lascia la vice-presidenza della commissione Commercio, Economia e Lavoro, Turismo.
Adriano Paroli (Forza Italia) lascia la presidenza della commissione Bilancio, Programmazione, Tributi e Rapporto con Aziende Partecipate
Giovanni Petriccione (Liberaldemocratici) lascia la vice-presidenza della commissione Personale e Organzzazione.
Marco Salvo (Forza Italia) si dimette dal suo incarico di segretario della commissione LL.PP., Ecologia, Ambiente, Cimiteri, Patrimonio.
Achille Farina (Forza Italia), lascia la segreteria della commissione Pubblica Istruzione, Cultura e Sport e Politiche Giovanili.
Mario Pellicanò (An), lascia la segreteria della commissione Politiche della Sicurezza, Vigilanza, Decentramento.

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