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Piano Cave, bocciatura dalla zona Bassa Orientale del Partito Democratico

(red.) Anche il circolo Pd Bassa Orientale, come spiega il suo coordinatore, Mario Tropea, non ha apprezzato il piano cave provinciale su sabbia e ghiaia. “Non siamo rimasti con le mani in mano, e alle parole sono seguite le osservazioni presentate dai singoli circoli che compongono la zona Bassa Orientale del Partito Democratico. In un documento di 18 pagine, elaborato grazie al contributo del presidente del dipartimento Ambiente della federazione Provinciale del Partito Democratico Angelo Bergomi, abbiamo presentato le nostre osservazioni al progetto”.

 

“I nostri sforzi”, prosegue la nota, “si sono concentrati sui calcoli del fabbisogno, decisamente sovrastimati, e sulla quantità di materia recuperata da processi di riciclo, grandemente sottostimata. Le osservazioni sono state integrate con ragionamenti logici rispettosi delle norme in vigore e con i ricalcoli sul fabbisogno per il settore edilizio, per la manutenzione stradale ordinaria, per le grandi opere infrastrutturali. La nostra anima ambientalista, inoltre, non poteva sottrarsi dal presentare osservazioni sul calcolo delle volumetrie provenienti da fonti alternative. I nostri ragionamenti hanno portato a rilevare come quegli scarsi 5 milioni di metri cubi, possano diventare più di 20.000.000 in 10 anni.
Considerando che il residuo del piano cave precedente è di 34 milioni di mc, nel documento presentato alla Provincia abbiamo osservato e dimostrato, quanto l’avanzo del piano precedente sia ampiamente sufficiente per il prossimo decennio e quanto sia adatto a garantire anche le volumetrie necessarie per eventuali opere pubbliche approvate nel corso della sua valenza. Inoltre, non ci si deve dimenticare che la L.R. 14/98 prevede sempre la possibilità di variazione o revisione del piano. Perché approvare un piano sovrastimato quando in caso di necessità sarà possibile modificarlo?”.

 

“Ora”, conclude il circolo Dem, “attendiamo con fiducia che le nostre osservazioni trovino conforto nei ragionamenti di coloro che saranno chiamati ad approvare quest’importante strumento di pianificazione ambientale, determinante per l’assetto futuro del nostro territorio”.

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