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Acque Bresciane, 300 mila euro per aiutare famiglie e imprese

A 79 Comuni un sostegno di 300 mila euro da destinare ai cittadini in difficoltà con il pagamento delle bollette.

(red.) Ieri, martedì 19 maggio, il presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi insieme ai vertici di Acque Bresciane e Ato ha presentato il piano di investimenti del gestore del servizio idrico, all’insegna della ripartenza e della sostenibilità, non solo ambientale. A fine febbraio erano oltre 70 i cantieri aperti sia di grandi dimensioni e rilevanza (impianti, grandi collettori), sia di dimensioni più circoscritte (nuove reti, manutenzioni straordinarie impianti) poi gradualmente sospesi in concomitanza delle disposizioni nazionali e regionali per il contenimento dell’emergenza sanitaria.

“Uno stop che non ha certo fermato il flusso dei pagamenti e la resilienza della società a cui la Provincia ha chiesto di mantenere massima attenzione sulle opere in corso e dunque ottemperare agli indirizzi concordati” dice il presidente Alghisi a capo del comitato di indirizzo confermando ciò che nei fatti Acque Bresciane ha concretizzato sin dal 20 aprile, con l’allentamento delle restrizioni lavorative e riavviando i primi cantieri in sicurezza. “E’ così – conferma il direttore tecnico di Acque Bresciane Mauro Olivieri – a metà maggio il numero dei cantieri attivi ha raggiunto circa il 70% rispetto alla situazione pre-covid ed una previsione di investimento da qui a fine anno per un ammontare complessivo di circa 22 milioni di euro“.

Un impulso alla ripartenza che sarà possibile monitorare mese dopo mese e tuttora riscontrabile nella significativa crescita delle procedure di gare in corso tra marzo ed aprile , con oltre 20 milioni di investimenti in fase di aggiudicazione. A breve saranno aggiudicati i lavori di realizzazione del nuovo depuratore di Barbariga e Pompiano (4 milioni), i lavori per il collettamento fognario di Sellero-Cedegolo-Berzo Demo (4,2 milioni), i lavori per il nuovo depuratore di Mairano (5,5 milioni), l’ampliamento del depuratore di Pozzolengo (3,5 milioni), i lavori di collegamento acquedotto Sulzano-Monte Isola (1,6 milioni). Tutti cantieri che saranno avviati entro l’estate.

Nel secondo semestre sono poi previste altre significative procedure di gara di lavori per altri 15 milioni di euro. Numeri che rendono conto – si legge in una nota – degli impegni presi con gli stakeholder e di come il gestore possa, nei fatti, rappresentare una vera e propria garanzia nel fronteggiare difficoltà impreviste, come ad esempio quest’ultimo evento pandemico. “La Provincia in questi mesi ha sofferto insieme a tutto il popolo bresciano – prosegue il presidente Alghisi – ma allo stesso modo e con la stessa fibra ha messo in campo tutte le sinergie possibili affinché i servizi più importanti fossero garantiti senza particolari disagi. Non in ultimo abbiamo chiesto al gestore di poter consolidare il proprio supporto agli enti locali attraverso azioni di compensazione a favore dei cittadini”.

Acque Bresciane ha risposto all’appello con 300 mila euro che, in forma di liberalità, riconoscerà proporzionalmente ai Comuni per il quale gestisce il servizio di acquedotto così come confermato dal presidente Gianluca Delbarba e dai consiglieri di amministrazione Roberta Sisti e Marco Franzelli. “Abbiamo scelto la sostenibilità come faro delle nostre azioni. Convinti che non ci possa essere sostenibilità ambientale senza sostenibilità sociale, presentiamo questa iniziativa pensata per dare una mano al nostro territorio attraverso il coinvolgimento attivo dei nostri enti locali nell’individuazione degli utenti meritevoli di un aiuto. Ciò si aggiunge a quanto già in essere con il bonus idrico che nel 2019 è stato pari a 92 mila euro per 3.205 utenze (circa 10.950 persone). Non si tratta di integrare il Bonus idrico che di per sé segue un suo iter ben definito da ARERA e che sarà in questo 2020 triplicato proprio seguendo le nuove direttive, ma bensì di consentire agli stessi Comuni di ampliare la platea dei beneficiari laddove riscontrassero zone di disagio non solo nelle utenze di tipo domestico”.

I fondi, resi disponibili fino al 31 ottobre 2020 (ma applicati anche successivamente in base ai criteri di fatturazione adottati sul cliente) verranno dunque erogati alle amministrazioni comunali le quali, attraverso i propri uffici, potranno gestire le richieste di sostegno all’utenza che ne farà richiesta. Sarà poi l’amministrazione stessa a comunicare ad Acque Bresciane l’elenco dei beneficiari e l’importo dell’agevolazione concessa che sarà accreditata nella prima fatturazione utile. “Apprezziamo l’iniziativa di Acque Bresciane – dice sul fronte Ato il presidente Aldo Boifava – questa liberalità, interamente a carico della società, dimostri grande sensibilità nei confronti degli utenti e degli enti locali messi in ginocchio da questo evento pandemico”.

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