Tpl in crisi, sono a rischio le corse dei giorni festivi

Servono 1,2 milioni di euro per mantenere il servizio attuale. Verso il taglio di 600 mila km e la fermata delle corse ai capolinea nord ed est della metro.

(red.) L’allarme che riguarda il funzionamento del trasporto pubblico bresciano è molto serio e concreto ed è stato espresso ancora una volta mercoledì 31 gennaio dall’Agenzia presieduta da Claudio Bragaglio. Nei bilanci della Provincia, gestore del servizio per le tratte extraurbane, mancano 1,2 milioni di euro. E per recuperarli si punteranno su alcuni tagli, a partire da 600 mila chilometri di corse. Questo vuol dire che le tratte degli autobus potrebbero ridursi ancora di più, soprattutto nei giorni festivi.

A questo si aggiunge il fatto che a metà del 2019 dovrebbe partire la gara per il bacino unico del trasporto, ma al momento senza risorse. Ma si valutano anche altre soluzioni, come la compartecipazione dei 205 Comuni della provincia a versare contributi e, dal punto di vista operativo, gli autobus potrebbero fermarsi ai capolinea nord (Prealpino) ed est (Sant’Eufemia) da dove i passeggeri potrebbero prendere la metropolitana, senza arrivare in città con i pullman. Tuttavia, su questo fronte la Sia-Arriva non è d’accordo, tenendo conto che la riduzione di corse rischia di ridurre il lavoro e quindi a portare licenziamenti nel personale.

Senza dimenticare le riunioni a livello regionale, con i costi standard da dare alle singole agenzie lombarde. Tanto che Brescia riceverà 9 milioni di euro una-tantum promessi sul 2018, ma dagli anni successivi potrebbe salire di poco e inglobare anche il servizio della metropolitana. Troppo poco all’ombra della Loggia e del Broletto. Dal punto di vista dei numeri, nel 2018 la Provincia può contare su soli 2,9 milioni di euro, ma per mantenere il servizio ne servono altri 1,2.

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