Elezioni provinciali, vince il centro sinistra

Otto consiglieri su sedici per il presidente Mottinelli nelle consultazioni di metà mandato. Fuori Fratelli d'Italia nel centro destra andato "spaccato".

(red.) Il centrosinistra unito si è aggiudicato le elezioni di metà mandato per il rinnovo del consiglio provinciale di Brescia. La riforma Delrio ha reso le province degli enti di secondo livello e quindi non sono i cittadini ad esprimere le proprie preferenze, ma i sindaci e consiglieri comunali dei paesi di tutto il territorio. Domenica 8 gennaio all’auditorium di via Balestrieri a Brescia si sono presentati in 1.935, oltre il 76% di affluenza.

Erano chiamati al voto per esprimersi sulla composizione dell’assemblea, mentre il presidente Pier Luigi Mottinelli resterà in carica per altri due anni, in tutto quattro anni di mandato come prevede la legge Delrio sul riordino degli enti locali. Sull’elenco dei sedici consiglieri disponibili, il centro sinistra ne ha conquistati otto tramite la lista Comunità e Territorio. Il Partito Democratico ha incassato un consigliere in più rispetto al 2014, passando da sei a sette, con l’aggiunta di un altro componente che porta a otto i membri totali dello schieramento in assemblea.

Così al Broletto per altri due anni si sederanno Andrea Ratti, Filippo Ferrari, Antonio Bazzani, Fabio Capra, Diego Peli, Gianbattista Groli, Gianpiero Bressanelli e Diletta Scaglia. A livello politico regge anche Forza Italia che porta in consiglio Alessandro Mattinzoli (ha avuto più preferenze), Isidoro Bertini e Gianluigi Raineri. Per la Lega Nord spazio a Mattia Zanardini e Renato Pasinetti. Il resto del consiglio sarà formato da Maria Teresa Vivaldini, Nicoletta Benedetti e Marco Apostoli.

Escluso, invece, Fratelli d’Italia i cui componenti non hanno raggiunto la soglia per entrare nel consiglio. Alla fine, sono sette su sedici i nuovi consiglieri, mentre il resto è stato confermato. Il Pd e tutto il centro sinistra, a partire dall’attuale presidente Mottinelli, parla di un “successo oltre le aspettative”. Al contrario il centro destra recrimina per l’idea di non essersi presentati uniti. “Insieme potevamo vincere” dicono dagli ambienti legati ai moderati.

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