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Approvato l’ultimo bilancio previsionale

Mercoledì in Broletto sono stati votati gli stanziamenti. Ma il 16 giugno arriverà il commissario e dal Partito Democratico sono piovute critiche.

(red.) Un bilancio… positivo per il Broletto. L’ultimo bilancio previsionale è stato votato mercoledì 16 aprile da tutta la maggioranza, con l’Udc ad appoggiare, mentre il Pd e Lega Padana hanno alzato la mano per il no(21 i favorevoli, 8 i contrari).
Nonostante il ddl Delrio che cancellerà entro il 16 giugno le Province (e per tale data a Brescia arriverà un commissario), Molgora e gli altri hanno voluto approvare i conti. Anche e soprattutto per dare dimostrazione che la Provincia di Brescia è un ente che funziona ed è ancora in grado di intervenire. Ma l’opposizione ha criticato la scelta: secondo il Pd Diego Peli si tratta di un previsionale «che serve a nulla, perché non avrà corso e non si potrà fare niente. I 435 milioni di debito a chi saranno attribuiti? E il problema dei derivati da chi sarà affrontato? Ne vedremo delle belle, con pure una rappresentanza del territorio che verrà meno».
Ma è probabile che il presidente Daniele Molgora volesse soprattutto dare conto della sua gestione. Lo si capisce anche dalle sue dichiarazioni: «Con questo bilancio stiamo quasi tornando alla normalità – ha affermato -, con un’apertura di spesa superiore al passato, la riduzione consistente dell’indebitamento e l’aumento progressivo della situazione di cassa. Lascio la Provincia con i conti a posto e con una capacità di intervento molto maggiore». Un lavoro riconosciuto anche da  Roberto Gitti (Udc): «Un lavoro attento, certo ragionieristico, maf atto bene perché persegue l’obiettivo del risanamento del bilancio, dei tagli alla spesa, di razionalizzazione, riduzione dell’indebitamento e del personale: avete agito bene».
Il ruolo di conciliatore tocca, per una volta, alla Lega Nord:  «Si è dimostrato di amministrare bene – dice il capogruppo Giuseppe Donina – anche con tagli radicali: su alcune partite importanti per il territorio bresciano non c’è stata differenza tra maggioranza e minoranza».

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