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Il futuro della Provincia “metropolitana”

Le ipotesi di riorganizzazione territoriale a seguito dell'abolizione delle Province sono diverse. Dalla città metropolitana a una provincia di secondo livello.

(red.) Cosa ne sarà della provincia di Brescia? È ancora in discussione al senato il decreto Delrio, ma già si parla del destino delle province.
Per la nostra provincia i punti fermi per il momento rimangono due: nel 2014 il Broletto non andrà al voto e sarà commissariato. Alla guida dell’organismo di transizione ci sarà Daniele Molgora. Per il resto tracciare i nuovi confini del territorio bresciano è ancora fantapolitica. L’attuale Giunta non ha mai nascosto l’intenzione di sfruttare la possibilità (concessa alle città con province di più di un milione di abitanti) di diventare “città metropolitana”. Per farlo però il sindaco Emilio Del Bono sta ancora cercando di convincere i parigrado dei comuni limitrofi per raggiungere la quota di 500 mila abitanti, necessaria perché si possa dar vita al progetto. Per ora hanno già aderito 14 sindaci e altri potrebbero aderire nei prossimi mesi.
Se così fosse, molte competenze rivestite attualmente dalla Provincia passerebbero sul tavolo, allargato, della Loggia. Ovvero gli attuali dicasteri che si occupano dell’ambiente, del trasporto e della scuola, passerebbero nelle redini della Giunta comunale.
Se, al contrario, così non fosse, e Brescia non diventasse città metropolitana, allora si verrebbe a costituire una sorta di sotto-provincia, ovvero un organismo territoriale di secondo livello, non soggetto a elezioni. A guidare l’ente sarebbe un’assemblea provinciale costituita dai sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 10 mila abitanti. Se, infatti, non si raggiungesse il quorum dei 500 mila abitanti, o il 30% dei Comuni decidesse di non entrare a far parte del nuovo organismo metropolitano, allora si passerebbe a un ente territoriale di second’ordine.
Una questione ancora aperta dunque, ma che l’on. Alfredo Bazoli ed Emilio Del Bono non vogliono lasciarsi scappare, considerando le “potenzialità e le opportunità” per una Brescia metropolitana.

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