Nel 2024 le depurazione del Garda

In Broletto si sono incontrati mercoledì i rappresentanti di Provincia e Regione che hanno trovato un'intesa per rimuovere le tubature sublacuali.

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(red.) Daniele Molgora, presidente della Provincia di Brescia, ci tiene a ribadirlo: «Per ora non c’è nessun allarme o emergenza». La condotta che passa sotto le acque del Garda e conduce i reflui da Maderno fino a Torri non presenta danneggiamenti o pericoli di sorta. Però rimane una bomba a orologeria depositata sui fondali del Benaco, e se un giorno esplodesse non sarebbe una bella notizia.
Mercoledì 11 dicembre si è svolto al Broletto un incontro tra la Provincia e la Regione Lombardia, proprio per discutere della rimozione delle tubature sublacuali. Oltre al presidente Molgora, per la Provincia era presente anche l’assessore Stefano Dotti, mentre per la Regione c’erano Claudia Terzi e Maurizio Conte. Con loro anche Mario Bocchio, il presidente di Garda Uno, la società che gestisce il depuratore di Peschiera.
Insieme le parti hanno discusso i tempi e le modalità di sostituzione del sistema subacqueo con un altro di minor impatto ambientale.  Per il Broletto la strategicità dell’operazione sta anche nella «rivitalizzazione» del digestore di Visano, pensato (e mai utilizzato) per i reflui suini ed ora riciclato, dopo lunga vertenza anche giudiziaria, sul versante della depurazione degli scarichi.
Alla voce costi sono stati preventivati circa 200 milioni di euro per i quali si confida in un sostegno da parte dell’Europa e del Ministero dell’Ambiente. In ogni caso ci sarà tempo per reperirli: sei mesi sono infatti previsti per la firma dell’accordo e un anno solo per la stesura del progetto. Insomma fino al 2024 i tubi rimarranno dove sono, ma Regione e Provincia hanno promesso di fare squadra comune nel reperire i fondi.

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