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Aeroporto, in consiglio solo polemiche

Parla Diego Peli: "In 13 anni il centrodestra non è stato capace di fare nulla, e il cda deve dimettersi". Molgora: "Alla fine l'accordo coi veronesi si farà".

(c.p.) La questione dell’aeropoto di Montichiari, a Brescia, è stata discussa nella mattinata di lunedì dal consiglio provinciale riunitosi a Palazzo Broletto. La discussione era stata proposta dal Partito Democratico.
Dopo diverse ore di dicussione non si è arrivati ad alcun documento condiviso tra maggioranza e opposizione. Il Pd, per la verità, aveva presentato un elaborato, in cui chiedeva le dimissioni dell’intero cda dell’aeroporto Catullo e della presidenza del D’Annunzio, ma solo al termine della discussione. Quindi la proposta non è stata accoglibile proprio come previsto dal regolamento. “Il centrodestra, in questi 13 anni di vicenda, non ha mai saputo dare risposte”, ha esordito il capogruppo dei Democratici Diego Peli, “sia in Provincia, sia in Regione, la vera assente in questa partita nonostante un piano d’area che non ci convince. La politica esce sconfitta e la parte bresciana, che già ha perso sin dall’inizio la concessione affidata ai veronesi, sarà messa da parte dai privati. Il nuovo Governo nazionale chiede un nuovo piano industriale entro la fine dell’anno altrimenti lo scalo è destinato a chiudere”.
Alla luce delle recenti dichiarazioni del nuovo presidente del Catullo Paolo Arena, che ha parlato di ulteriori 35 milioni di debiti che si aggiungono ai già conosciuti 45 milioni, Peli ha chiesto che l’intero consiglio di amministrazione della società che gestisce lo scalo si dimetta. “Hanno taroccato i bilanci”, ha tuonato, “e di questo dovranno rispondere”. Immediata la risposta del presidente della Provincia Daniele Molgora che ha difeso quanto fatto dalla sua amministrazione. “Siamo arrivati quando si parlava solo di ricorsi”, ha ricordato, “personalmente mi sono sempre impegnato a trovare un confronto e un accordo tra le parti”. Per Molgora la soluzione è affidare alla parte bresciana la sub-concessione. “I tempi però sono molto stretti”, ha riccordato, “ma prima che vengano investiti soldi pubblici da parte nostra è necessario capire cosa si vuole fare dello scalo e prima di fare aumenti di capitale da almeno 10 milioni di euro serve che finalmente si arrivi ad un accordo tra il sistema Brescia e quello di Verona. Sono convinto che questo arriverà”.
Come già sostenuto anche in precedenti interventi Molgora ha ribadito la necessità che a Montichiari si sviluppi fondamentalmente per il traffico cargo. “100mila tonnellate di merci darebbero lavoro a oltre 2.500 persone”. Su questo è intervnuto anche l’assessore ai Trasporti Corrado Ghirardelli. “Basta con gli aeroporti misti. O traffico passeggeri o merci. Montichiari può diventare un hub fondamentale per il sud Europa ma la Regione Lombardia deve iniziare a crederci”. Sui rapporti tra Brescia e Verona si è espresso il capogruppo Pdl Diego Invernici contrraddicendo di fatto il presidente Molgora: “Non potrà mai esserci matrimonio tra due sogetti uno dei quali (Brescia) è stato tradito dall’altro (Verona)”, ha commentato, accusando il Pd di aver fatto teatro più che politica e per questo si è opposto alla votazione (come pure ha fatto la Lega) del deliberato depositato “fuori tempo massimo” dal Pd.

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