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Tremosine, il sindaco Ardigò dal gup

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    diegoardigò.jpgIl primo cittadino indagato insieme con altre 5 persone. In maggio era stato arrestato.


    tremosine.jpg(red.) Dovrà comparire davanti al giudice Diego Ardigò, 52enne sindaco di Tremosine (Brescia) accusato di peculato, falso ideologico, abuso d'ufficio e violazioni edilizie.
    L’11 febbraio 2011 il gup Cesare Bonamartini
    dovrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio formulata nei suoi confronti, e nei confronti di altri cinque indagati, due tecnici della comunità montana, Luigi Danieli e Massimo Bosio, e per tre titolari di imprese edili esecutori di varie opere: Gianmarco Pelizzari, Giorgio Abbaribbi e Alessandro Ariasi.
    Di cosa sono accusati? Nel fascicolo della procura sono confluite le certificazioni di conformità rilasciate in assenza di calcoli e collaudi a favore di imprese edili cui
    , in pratica, facendo risparmiare materiale edile veniva consentito un risparmio anche economico.
    A queste dichiarazioni si aggiungono anche i
    falsi coefficienti delle opere finanziate da Enti pubblici e indebite attribuzioni di ruoli, finalizzati all'aggiudicazione di compensi che vanno da decine a qualche migliaia di euro.
    Agli indagati la procura contesta, a vario titolo, i reati di falso ideologico, abuso di atti di ufficio e violazioni al testo unico in materia di edilizia. Sono ben 58 i capi d’accusa contestati al primo cittadino che, il 12 maggio scorso, era finito agli arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione “Alto lago” condotta dai carabinieri della compagnia di Salò.
    Ad Ardigò venivano contestati alcuni atti commessi tra il 2002 e il 2008 quando era funzionario responsabile dell'ufficio tecnico, lavori pubblici, viabilità, protezione civile e antincendio boschivo della Comunità montana Alto Garda.
    Il primo cittadino era stato sospeso dall’incarico amministrativo e la reggenza del comune era passata al vice Giampiero Zanetti.
    In agosto la revoca dei domiciliari e  il reinsediamento nel ruolo di sindaco.
    La Comunità montana Alto Garda ha deciso di costituirsi parte civile.

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