Gatti torna in aula per l’appello

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In primo grado è stato condannato all'ergastolo. E' detenuto a Opera.


(red.) Guglielmo Gatti torna in aula. Dopo la condanna all'ergastolo, in primo grado, per l’omicidio degli zii Aldo e Luisa Donegani, e per il vilipendio e la soppressione dei cadaveri, l'unica persona imputata per il massacro di via Ugolini sarà davanti ai giudici della corte d'assise d'appello di Brescia.
Anche in questo caso il palinsesto difensivo del 40enne sarà sostenuto dall'avvocato Luca Broli, che lo scorso 28 ottobre ha presentato il ricorso dopo aver visto le motivazioni della sentenza.
Broli, infatti, sostiene che le tesi dell'accusa siano soltanto "semplici suggestioni di ipotesi alternative nemmeno compiutamente prospettate". Inoltre il legale ha chiesto dei nuovi esami sul dna del proprio assistito, oltre che una nuova verifica delle consulenze dell'accusa e della difesa, che danno conclusioni assolutamente agli antipodi.
Dubbi, inoltre, sono stati sollevati anche sulle indagini, "condotte a senso unico", mentre il "diluvio di prove" citate nell'arringa accusatoria sarebbero, invece, secondo la difesa un "diluvio di dubbi".
Guglielmo Gatti, intanto, è detenuto nel carcere di Opera e continua a proclamarsi innocente ed estraneo all'assassinio dei parenti, che abitavano nella stessa villetta del quartiere Sant'Anna.

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