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Ergastolo per Guglielmo Gatti

Risarcimento di 400 mila euro alla famiglia De Leo. Broli: "Pronti per l'appello".


(red.) La corte d'Assise di Brescia (composta dal giudice Enrico Fischetti, il giudice a latere Annamaria Dalla Libera e i sei giudici popolari), dopo sei ore di camera di consiglio, ha accolto tutte le richieste contenute nella requisitoria del pm dell'accusa Claudia Moregola: Guglielmo Gatti è stato condannato in primo grado all'ergastolo, con isolamento diurno per tre anni, per aver assassinato e tagliato a pezzi Aldo Donegani e Luisa De Leo.
I capi d'imputazione erano omicidio volontario e premeditato, vilipendio, soppressione e occultamento di cadavere. Gatti, oltre alla pesante pena detentiva, è stato condannato a risarcire i quattro fratelli e un nipote di Luisa (80 mila euro a testa).
I coniugi vennero uccisi il 20 luglio del 2005 e fatti poi a pezzi nel garage della villettta di Sant'Anna che condividevano con il nipote. Messi in alcuni sacchi neri, i resti dei corpi vennero poi buttati tra il Basso Sebino e la Valcamonica: a Provezze di Provaglio e sul Passo del Vivione.
L'avvocato della difesa, Luca Broli, ha dichiarato: "Faremo di tutto per utilizzare le garanzie che l’ordinamento ci consente di utilizzare. Non ci sorprendiamo nè ci disperiamo, c'è un secondo grado di giudizio da coltivare. La reazione di Gatti? Non lo so, non sono riuscito a vederlo, me lo hanno portato via quasi di peso".
''Mio cugino era preparato, io sono rammaricato, ma non rassegnato. Sono fiducioso in un ulteriore sviluppo processuale. Si è persa una battaglia, ma non la guerra, siamo fiduciosi.” Sono state queste, invece, le parole di Giovanni Gatti, cugino di Guglielmo, all'uscita dal tribunale di Brescia.
Per Giancarlo Tarquini, procuratore capo, "la sentenza è un atto fondamentale di giustizia che non ripara certamente il danno più grande, la morte di questi poveri coniugi, ma che è espressione di una società che applica la legge nei confronti di colui che si è reso responsabile di un crimine così doloroso, così devastante. Perché non è stato soltanto un omicidio, è stato anche un tentativo di distruzione delle tracce dei poveri zii".
 

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