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Defibrillatore compatibile con risonanza

E' stato impiantato mercoledì su un paziente dal professor Antonio Curnis, responsabile del Laboratorio di Elettrofisiologia dell' Università di Brescia.

(red.) Da oggi, tutti i pazienti portatori di un defibrillatore biventricolare potranno, con opportune precauzioni, essere sottoposti senza rischi alla Risonanza Magnetica (Rmn), esame che in molti casi per un paziente cardiopatico può essere ‘salvavita’.
Uno di questi dispositivi innovativi (prodotto da Biotronic, uno dei produttori leader mondiali di apparecchi medicali per il settore cardiovascolare) – che permette di monitorare in tempo reale il cuore del paziente inviando le informazioni al medico – è stato impiantato per la prima volta mercoledì su un paziente, dal professor Antonio Curnis, Responsabile del Laboratorio di Elettrofisiologia dell’ Università di Brescia.
Attualmente ai pazienti con defibrillatori standard non è concesso sottoporsi alla Risonanza per ragioni di sicurezza, nonostante ci sia una probabilità pari al 50-75% che un paziente portatore si debba sottoporre a questo tipo di esame durante la vita del dispositivo che ha impiantato. La Rmn, infatti, è rilevante per la diagnosi e la terapia di condizioni cliniche gravi quali cancro e ictus, fornisce una qualità superiore dell’immagine e non espone il paziente a radiazioni.
Nel mondo la popolazione di pazienti che necessita dell’ impianto di un defibrillatore è aumentata ad un ritmo del 10-15% l’anno circa. Nel contempo l’esigenza di sottoporsi ad una Rmn è cresciuta ad un tasso del 10% l’anno.
”Grazie a questi dispositivi di ultima generazione si apre una nuova era nel campo dell’elettrostimolazione del cuore”, ha affermato Curnis, “che consente ai medici di scegliere la miglior combinazione possibile di dispositivi ed elettrocateteri adatta ad ogni paziente, oltre ad offrire a quest’ultimo l’opportunità di effettuare esami di Risonanza Magnetica potenzialmente salvavita”.

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