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Tremosine, il referendum si farà

Il Pirellone dà il via libera alla consultazione per il cambio di denominazione della località bresciana che potrà aggiungere la desinenza "del Garda".

(red.) Il Consiglio regionale lombardo ha dato il via libera al referendum consultivo per il mutamento di denominazione del Comune di Tremosine (in provincia di Brescia) in quello di Tremosine sul Garda.
Il cambio del nome  asseconda la vocazione turistica e la collocazione geografica del Comune, ha spiegato  Elisabetta  Fatuzzo (Pensionati)  relatrice del provvedimento, che è stato approvato all’ unanimità.
Oltre a ciò il Pirellone ha approvato il riordino normativo del procedimento amministrativo,  licenziato negli scorsi giorni dalla Commissione Affari istituzionali. Si tratta di un testo unico che riguarda la modalità di procedimento della pubblica amministrazione, il diritto di accesso, la semplificazione amministrativa e la potestà sanzionatoria.
“Questo testo di legge”, ha spiegato il relatore Sante Zuffada (PdL), Presidente della Commissione Affari Istituzionali,  che lo ha votato in sede “redigente” (ossia senza possibilità di emendamenti in Aula. ndr), “è la prima iniziativa di attuazione dell’art. 40 dello Statuto di autonomia, che stabilisce  che il Consiglio può disporre il riordino di una determinata materia, definendone i principi”.
L’esigenza,  come ha chiarito Zuffada, deriva dalla necessità di rendere attuali alcune norme e  di armonizzare la disciplina regionale con quella statale, contribuendo al tempo stesso alla trasparenza e alla semplificazione.
“Si è lavorato molto sulla certezza dei tempi di risposta delle istituzioni a cittadini e imprese”, ha precisato Carlo Maccari, Assessore alla Semplificazione, “e si sta attuando una banca dati regionale dei procedimenti”  per rendere uniformi, trasparenti e efficaci le procedure e le modalità in cui viene attuato ogni procedimento amministrativo.
Il testo è stato votato a larga maggioranza (64 voti su 66 votanti, con l’astensione del gruppo IdV che, con Stefano Zamponi, ha espresso perplessità sulla possibilità di rendere davvero operative le regole contenute nella legge  e di sanzionare le inadempienze). Prima del voto, sono intervenuti anche i consiglieri Massimiliano Romeo (Ln) e  Carlo Borghetti (Pd).

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